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domenica 7 dicembre 2014

Le strane avventure dell'italiano di rue de Nanterre


L'italiano esce ogni mattina alla stessa ora per recarsi in ufficio.
Da un po' di tempo si sente osservato mentre attraversa rue de Nanterre. Già diverse volte, in questi ultimi giorni, ha sorpreso una sua dirimpettaia (deve essere madame Jeanne) osservarlo attraverso i vetri. Monsieur Régis, mentre apre la sua bottega di calzolaio, lo saluta e lo guarda con aria dubbiosa. Certo, s'è fatto ben pagare quegli oggetti di cuoio a forma di cono ma ancora non è riuscito a capire a cosa servissero! L'uomo gli aveva detto che erano dei copri bottiglie ... dei copri fiaschi ... non s'era spiegato bene, anzi, non aveva voluto essere chiaro, di questo ne era quasi certo!
Mah!
L'italiano è un po' ansioso. Quella mattina deve presentare le conclusioni d'un importante lavoro e quando deve parlare in pubblico si sente sempre a disagio. Per non angustiarsi cerca di pensare invece al suo straordinario potere. L'ha scoperto per caso ed ora ne è certo: ciò che accade ha una connessione con i voli dei gabbiani! Sì, una connessione, diciamo ... indiretta.
... ... ... ...
Non bisogna credere che l'italiano si sentiva appagato per quell'esperienza. Sapeva che avrebbe ripetuto lo straordinario volo al seguito dei gabbiani. Anche gli uccelli lo sapevano.
Quanto atterrò sul piatto tetto del suo immobile era felice e quasi non si reggeva più sulle gambe per l'emozione. 
Rifocillò i gabbiani affaticati, distribuendo gli avanzi di lavorazione dei macellai e salumai del vicinato raccolti nei giorni precedenti. Mentre eseguiva questa operazione cominciò a spogliare i gabbiani dei loro corpetti di cuoio su cui erano assicurati i fili a cui era appeso durante il volo.
Mentre passava davanti a Biagio, il suo gabbiano preferito, udì l'uccello ridere. 
- Uhé, sei tutto svuncio, terrun! Sei sporco! -
Anche gli altri gabbiani cominciarono a ridere sguaiatamente.
- Togliti la giubba. -
In effetti sulle spalle era tutto sporco d'escrementi.
- Io o saccio chi ha stato! ... Ingolf, u tedesco! - disse Pasquale, il gabbiano procidano - Chillo mangia delle schifezze e tene sempre male e panza! -
- Non ti preoccupare, porta fortuna. - gli disse Biagio.
- ... ma t'immagini quanta fortuna tiene adesso? ... con tutta quella merda vince pure la lotteria! -
Tutti i gabbiani risero senza ritegno.
L'indomani mentre attraversava la strada un ciclista quasi lo travolse ma riuscì a scansarsi all'ultimo istante.
- Ma vai a cagare! - gli disse in buon italiano.
Dopo qualche secondo il ciclista s'arrestò ed in mezzo alla strada, incurante dello sguardo dei passanti, s'abbassò  i pantaloni, s'accucciò e si mise a defecare!
- Ma che diavolo fa? - disse una signora stretta nel suo cappotto.
- La cacca! - rispose un bambino come se farlo in pubblico fosse la cosa più naturale del mondo.
Un ragazzotto riprese la scena col suo cellulare e la postò su Youtube, spopolando nella rete!
Passarono due giorni e l'italiano organizzò un altro volo su Parigi.
I gabbiani che (contrariamente a quello che si può credere) sono animali metodici, assunsero la stessa formazione della prima straordinaria impresa.
Avendo acquisito un po' più d'esperienza i volatili ed il loro passeggero eseguirono volteggi più azzardati e si concessero anche delle evoluzioni fra le torri de La Défense.
Quando atterrarono, alla fine del volo, l'italiano scoprì che la sua giubba era ancora tutta lorda.
- ... è stato ancora Ingolf! - annunciò Pasquale - ... e quello tiene sempre la cacarella! -
Per nulla contagiato dall'ilarità dei gabbiani che si divertivano un mondo per quelle goliardate scatologiche, l'uomo chiese a Biagio, in qualità di capo-stormo, di spostare la posizione di Ingolf nel prossimo volo evitando che fosse proprio sopra di lui.
L'indomani tutta l'Ile de France era bagnata da una pioggerellina che il tempo meteorologico, quando non vuole essere né buono né cattivo, asperge giusto per infastidire gli esseri viventi.
L'italiano aveva dormito poco ed era di cattivo umore.
Una signora maleducata, di quelle che, comunque vada il mondo, credono che gli altri umani siano solo di contorno, con la stecca dell'ombrello quasi gli cavò l'occhio e non si degnò neanche di scusarsi!
- Ma ficcatelo in culo! - mormorò fra i denti l'italiano.
Trascorse qualche secondo e la maleducata, nel bel mezzo del marciapiede, dopo essersi liberata degli indumenti che le coprivano il deretano, cominciò a praticare la sodomia con l'attrezzo che poc'anzi quasi aveva provocato l'accecamento dell'italiano.
Si scatenò il pandemonio ed anche il traffico s'arrestò e l'oscenità fu interrotta da due poliziotti che passando  di lì per caso trascinarono la forsennata dentro la macchina.
- Lasciatemi, lasciatemi! - gridava - Ma come vi permettete? -
- Ma che sta succedendo a questo mondo? Non si possono più lasciare i bambini camminare per le strade ... se ne vedono di tutti i colori! Pensi che alcuni giorni fa un ciclista s'è messo a far la cacca in mezzo alla strada! Vergognoso! - commentò  una signora che esterrefatta cercava di mettere una mano sugli occhi del bambino con cui era in compagnia.
L'italiano era sgomento.
Ma come era possibile? Sì, certo, doveva esserci una connessione fra i voli e quello strano potere che gli dava la possibilità di far fare alla gente delle cose anche umilianti!
Ne era convinto.
Qualche giorno dopo mentre effettuava il volo notturno con i suoi duecentocinquanta gabbiani, individuò chi sarebbe stato il malcapitato del giorno seguente. Una piccola vendetta, innocua ... per fare giustizia!
Dopo essere atterrato sulla terrazza, controllò ben bene che la sua giubba non fosse macchiata dalle evacuazioni del gabbiano tedesco.
- Che ti avevo detto? Hai visto che era Ingolf il responsabile? Adesso che non volava sopra di te non t'ha schifiato! In compenso ha beccato me una volta ... ho dovuto volare stando accorto a non farmi colpire dalle sue bombe ... questa è l'ultima volta che volo sotto di lui ... ma 'stu tedesco ce lo dobbiamo proprio tenere? - chiese Pasquale, il gabbiano campano.
- Uhé, ma ti sei mat? Sei matto? Certo che ce lo dobbiamo tenere ... sennò come facciamo senza l'unico "bombardiere" della squadriglia? - rispose Biagio, il capo-stormo.
Tutti i gabbiani fecero esplodere una sonora risata!
L'indomani mattina l'italiano incontrò un signore che gli stava antipatico, l'aveva visto una volta maltrattare un clochard sul gradino dell'uscio della sua abitazione. Era tarda sera e pioveva ed il mendicante per ripararsi occupava un angolino del portone, non dava fastidio a nessuno. Ma il signore, un omaccione alto e panzuto (era un ex-giocatore di rugby), lo cacciò in malomodo.
L'italiano volante incontrava il gradasso di tanto in tanto quando la mattina si recava in ufficio. Sarebbe stato lui la prossima vittima.
- Che ti possano cascare i pantaloni! - disse a mezza voce assaporando già il momento in cui avrebbe reso quell'omaccione ridicolo.
Ma i pantaloni rimasero ben saldi aggrappati alla vita del signore.
- Che ti possano cascare i pantaloni! - ripeté.
L'omone imperterrito continuò a camminare e l'italiano cercò d'esercitare il suo potere diverse volte ma invano. Infine il signore sparì dietro un angolo, salvandosi.
- Ma allora, si tratta solo di coincidenze! Tutte le azioni che ho visto non hanno nessun legame con i miei malauguri! ... ed ancor meno con i miei voli ... che stupido, sono stato! -
Mentre così pensava non pose attenzione su dove metteva i piedi ... ed avrebbe dovuto farlo perché calpestò un escremento di cane.
- Ma certo! - esclamò tutto contento - Non centrano i voli! ... io, i poteri, li ricevo da Ingolf! -
Un anziano signore incrociandolo pensò che gl'italiani dovevano essere un popolo ben strano se dopo aver pestato le merde dei cani avevano anche l'aria contenta!
... ... ... ...
L'italiano cammina  e fa ben attenzione: non vuole che un malaugurio gli scappi mentre si reca al lavoro, se lo vuole tenere per un evento che gli può capitare nel corso della giornata!
La sera prima ha effettuato il suo volo in compagnia dei gabbiani e, avendo richiesto che Ingolf volasse sopra di lui, s'era intabarrato dentro un pastrano di tela incerata con un cappuccio.
Durante il volo il gabbiano teutonico non l'aveva deluso, bombardandolo a tutto spiano!
- Oggi voglio sperimentare la mia teoria e verificare se effettivamente gli escrementi di Ingolf sono miracolosi.-
Mentre pensa giunge in prossimità dell'ufficio. Adesso deve concentrarsi sulla presentazione.
Uffa, che barba! Speriamo che passi presto!
Sale sul piano del suo ufficio, recupera la chiavetta con le slide e s'avvia alla sala riunione.
Forse a causa del freddo o forse della voglia d'attardarsi prima d'entrare nella grande stanza, gli sopraggiunge l'impellente desiderio d'andare a far pipì.
Quando urina davanti al vespasiano guarda sempre una rondella della valvola che regola l'uscita dell'acqua dallo sciacquone. Chissà perché? Da dieci anni che è in quell'ufficio e guarda sempre la stessa cosa. Forse semplicemente perché ce l'ha davanti. Mah! Certo è che far pipì nei bagni dell'ufficio senza osservare la rondella gli sembrerebbe strano ... molto semplicemente: non gli sembrerebbe d'essere in ufficio. La sua mente deve aver creato un legame ed un giorno quando vedrà una rondella uguale a quella che ha di fronte forse avrà voglia di far pipì od avrà nostalgia dell'ufficio? No, avrà voglia di far pipì!
- Allora, come sarà questa presentazione? - una voce dietro di lui.
- Semplicemente interessante. - risponde l'italiano riconoscendo il tono disseminato d'acuti del presidente, il capo più importante, il numero uno.
Ma non ha il suo bagno privato? Che ci viene a fare nei cessi del resto dell'umanità?
- Mah, speriamo ... vedremo! - esclama il grand'uomo. Non è un augurio ma una provocazione, la stessa che fa il gatto prima d'imprigionare il topolino fra i suoi artigli.
L'italiano si lava le mani mentre il presidente, facendo pipì di fronte ad un altro vespasiano, guarda il proprio pisello, non la rondella.
No, il sorcetto non ha voglia di fare la presentazione e di far divertire il gatto ... ed ecco il colpo di genio! Sì, il genio italico!
Mormora qualcosa ... una breve frase nel suo idioma.
- A fra poco. - dice poi uscendo dal bagno.
Il presidente non risponde.
La sala delle riunioni è gremita di gente. La solita, tutti con l'aria degli uomini grigi ... tutti con l'atteggiamento di chi si vuol mostrare d'essere il grande amicone degli altri colleghi ...
L'italiano sbuffa.
Tutti aspettano che il presidente arrivi, non si può iniziare senza di lui.
Aspettano ... in generale è puntuale.
Ma il tempo passa.
Qualcuno entra nella sala e parlotta col direttore generale.
Ben presto una voce si diffonde: il presidente ha avuto un malore in bagno ... forse deve essere trasportato in ospedale!
Un sorriso stira le labbra dell'italiano e tradisce un certo sollievo, una soddisfazione.
Lo rallegra la conferma della sua ipotesi: è Ingolf all'origine del suo potere!
Cos'ha detto l'italiano nei gabinetti del piano presidenziale?
Niente di cattivo, lui non aveva voglia di fare la presentazione, ecco tutto!
Osservando le spalle del presidente che teneva il pistolino con le due mani, come se fosse una manichetta antincendio, aveva solo detto:
- Spero che ti resti attaccato alle dita! -