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martedì 11 novembre 2014

Il ciabattino di rue de Nanterre


- Certo, il cuoio è bello, ma c'è da rifare la suola, queste sono scarpe che hanno camminato molto. Il signore ha un passo pesante, guarda come ha il tacco rovinato! -
- Tu parli di quello che è appena uscito dalla bottega? - chiede monsieur Nicolas.
- Certo e di chi sennò? -   
- Ah quello ... quello è un italiano. Jeanne dice che è un po' matto perché parla con gli uccelli. -
- Matto o non matto, porta delle belle scarpe. Fatte a mano - monsieur Régis osserva facendo valere la sua esperienza di calzolaio. - Come? Parla con gli uccelli? -
- Sì, Jeanne l'ha visto parlare con un gabbiano che s'era appollaiato sul davanzale. Abita di fronte a noi -
- Chi, il gabbiano? -
- Ma no, l'italiano! -
Nella bottega una radiolina produce dei rumore di sottofondo emettendo musica e diffondendo notizie che nessuno ascolta.
- Sei sicuro che Jeanne non s'era fatta una bottiglia di vino? -
- Ma che dici ? Mia moglie non beve mai fuori dai pasti! -
- Beh, vuol dire che il nostro italiano è come san Francesco ... anche san Francesco era italiano, no? -
L'amico Nicolas ride.
- Un santo in rue de Nanterre! ... veramente non ne ha l'aria! -
- Sì , sembra piuttosto un borghesone! -
Il ciabattino di rue de Nanterre è uno dei pochi leninisti sopravvissuto al ventesimo secolo. Sul muro dietro al bancone c'è una fotografia sbiadita in bianco e nero del leader comunista. Quel ritratto apparteneva a suo padre e prima ancora a suo nonno anche lui ciabattino. Lenin li aveva seguiti nel loro lavoro per tre generazioni. Durante la guerra, quando i nazisti occupavano la Francia, fu messo nel cassetto dissimulato fra pezzi di cuoio e tacchi di legno. Dopo un aspro litigio con la moglie suo nonno ottenne che la fotografia fosse nascosta, ma ogni sera prima di chiudere la bottega la riappendeva.
Monsieur Régis è un uomo ... come si dice? ... ben in carne, quasi rotondo con una barba tanto nera che sembra tinta mentre il suo cranio è lucido e privo della minima peluria.
Fa una bella coppia con monsieur Nicolas: entrambi pelati ma il suo amico-aiutante è magro come un'acciuga. Eppure l'anziano pensionato è uno che mangia abbastanza e sua moglie Jeanne è una brava cuoca.
Ma come diavolo fa? ... si domandava monsieur Régis con una punta d'invidia.
Dalla radiolina che da vent'anni è accesa, qualcuno parla di come mai i media non diffondono più notizie dell'epidemia dell'ebola.
- Sentivo che parlavate di qualcosa ... stavo preparando il doppione delle chiavi per madame Goux ed il rumore della macchina m'ha impedito di capire. - domanda l'anziano amico.
- A chi fai riferimento? -
- A l'italiano. -
- Che curioso che sei! ... mi ha chiesto di fargli duecentocinquanta di questi oggetti in cuoio! - monsieur Régis gli porge una sagoma fatta con della carta.
Monsieur Nicolas la rigira fra le dita. Il modello ha la forma d'un cono irregolare con la punta troncata, ai lati dell'oggetto si aprono delle larghe fessure.
- Che cos'è? -
Il calzolaio fa la solita pernacchietta che i francesi sono usi fare quando non sanno qualcosa.
- Non lo so. Mi ha chiesto d'aggiungere un gancio che deve essere ben cucito al cuoio come se dovesse reggere un certo peso. -
- Forse sono destinati a reggere delle bottiglie che devono essere appese? Vedi da qui passa il collo e la parte più larga del cono deve far passare il corpo della bottiglia ... forse per appendere dei fiaschi? -
- Non so ... devo fargli un prototipo, passerà a vederlo fra qualche giorno. Me li paga bene ... che strano tipo! -
- Te l'ho detto, è matto! Ha ragione la mia Jeanne! -
Il campanello della bottega trilla all'improvviso, la porta si apre facendo sussultare i due.
Entra madame Goux.
- Bonjour. -
- Bonjour, madame. -
Madame Goux, la più bella di rue de Nanterre.
- Sono pronte le mie chiavi? - anche la sua voce è bella: suadente, calda ed avvolgente come una coperta soffice.
- Certo, eccole qui. - l'anziano Nicolas la guarda estasiato.
- Grazie. - la bella elargisce un sorriso che affascina. Anche Lenin, appeso al muro ed incorniciato da quasi novant'anni, ne rimane soggiogato.
- Monsieur Régis ... -
- Oui, madame.-
La donna ha uno sguardo dolce ed affettuoso. I suoi occhi sono per nulla freddi nonostante il loro colore chiaro ed azzurro, sembrano sorridere quasi che deridano bonariamente il resto dell'umanità. E' alta, con un fisico asciutto, leggermente androgino, i suoi capelli sono biondi come il grano maturo, la pelle chiara che si colora leggermente quando, d'estate, il sole l'accarezza.
- Avrei questa scarpa a cui rifare il tacco ... eri m'è rimasta incastrata in una grata per strada. -
Monsieur Régis la prende quasi che fosse un oggetto prezioso e la guarda con occhio competente.
 - Il problema non è il tacco in se stesso ma il cuoio che lo ricopre che s'è strappato! Dovrò cambiarlo e per non far apparire troppa differenza dovrò farlo anche con l'altro, mi dispiace. Ha l'altra scarpa con sé? -
- Sì, certo ... l'ho qui. Quanto mi costerà il tutto? -
- Il lavoro è complesso ... non riesco a farglielo per meno di ottanta euro! -
- Ci tengo a queste scarpe ... sono italiane ... di buona marca. -
- Sicuramente, si vede ... ma sono anche delicate! - dice monsieur Régis, quasi per scusarsi.
- Va bene ... d'accordo ... quando saranno pronte? -
Dopo qualche istante, quando madame Goux esce dalla bottega per qualche minuto regna il silenzio. Anche la radiolina tace. Lenin, nel suo ritratto, ha aver perso l'aria severa e l'ha sostituita con una più mogia.
Il calzolaio ha ancora fra le mani le scarpe della donna. Le guarda quasi ipnotizzato. Dentro lei ci ha messo i suoi piedi, ci ha camminato e con esse ha trascorso dei momenti spensierati. E' andata al cinema, al ristorante, al teatro, ha riso ... ha incontrato il suo amante, forse ... sono scarpe eleganti, di lusso, sensuali ...
Monsieur Règis, sogna ed i suoi pensieri vorticano ... fuggono, lontano ... accanto a madame Goux, alla più bella di rue de Nanterre.
- Quanto gli farai, allora? - il suo amico-aiutante interrompe quella magia.
- Parli di chi? - monsieur Règis s'accarezza la barba.
- Dell'italiano ... per quelle cose strane ... quegli oggetti fatti a forma di coni tronchi. -
- Il più possibile ... quello è un borghese che ha i soldi! -