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martedì 4 novembre 2014

Gli amanti di rue de Nanterrre



Marie si sveglia. La luce filtra dalle persiane e le ferisce gli occhi.
Sposta la testa quel tanto che basta per non essere infastidita dal barbaglio.
Deve essere una giornata di sole ed ancora non è mezzogiorno.
Qualche passante nella strada sottostante parla forte, forse ad un telefonino.
Marie guarda il soffitto, una crepa l'attraversa. Da due anni è la prima cosa che vede quando si sveglia. Quella linea un po' frastagliata, con qualche piccola ansa ma irrimediabilmente diritta vorrebbe che sia la sua vita. Il suo desiderio? Seguire la direzione che s'è data da qualche anno senza mai deviare. Qualche piccola e lieve insenatura, giusto qualche curva per non annoiarsi.
Non vuole fare la fine di sua madre che, per divenire moglie, ha sacrificato se stessa e le sue ambizioni ... per cosa, poi? Per essere abbandonata a causa d'una una donna più giovane quando ormai era prossima  alla cinquantina!
No, gli uomini non si sarebbero appropriati della sua vita. L'esistenza le apparteneva così come la sua giovinezza! Col cavolo che l'avrebbe data a qualcuno! Dava quello che aveva fra le gambe ma solo quando e come voleva lei!
Guarda la gamba del suo amante che fuoriesce dalla coperta. E' ben tornita e non sfigurerebbe se fosse attaccata al corpo d'una donna. I peli neri e ricci tradiscono l'appartenenza ad un uomo. Ha anche un bel piede dalle dita forti ed al contempo sottili. 
Con un gesto lento quasi impercettibile come le lancette d'un orologio scosta la coltre e scopre il membro che pende da un lato. L'osserva.
Durante la notte sembrava che avesse una vita propria come quella d'una bestiola che, irrequieta, non aveva voglia di fermarsi, d'arrestare l'insaziabile smania di quel gioco in cui si ricerca il piacere ed al contempo lo si dà.
Che strano atto, la copula! Una menzogna della natura! Dietro il piacere si cela la procreazione! Se non ci fosse il godimento, chi tromberebbe?
Un pene circonciso, ecco cosa guarda. E' ancora umido degli umori dell'atto sessuale notturno.
E' stanca la bestiola ... un grosso lombrico senza occhi e con una bocca sottile, priva di labbra che spossato riposa inanime, quasi morto.
Marie si solleva e si mette a sedere per guardarlo più da presso ... per studiarlo.
Ma quello si muove. Lentamente sta tornando in vita. Dentro una forza l'ingrossa e lo fa muovere come se volesse diventare un gigante. Alla fine si alza preso da uno spasmo e sembra che voglia gridare per la rabbia di non poter crescere di più e di non potersi staccare da quel corpo.
Marie alza lo sguardo ed incontra gli occhi del suo amante.
Hicham s'è svegliato e le sorride. Lei s'abbassa su di lui e lo bacia sulle labbra smorzando quell'espressione un po' maliziosa. Intanto allunga la mano ed accarezza la bestiola divertendosi a farla ancora più esasperare.
Trascorre quasi mezz'ora e dopo ... lei si stacca da lui. 
L'ha sovrastato durante l'atto. Mentre il piacere l'esplodeva dentro, Marie l'aveva abbracciato forte come se l'avesse amato e, forse, l'aveva amato ... giusto qualche secondo.
Scende dal letto e, dopo essersi stirata alzando i pugni al cielo, nuda attraversa la stanza ed apre la porta. Dietro l'aspetta Lucie, la sua gattina. La giovane donna s'accuccia sulle ginocchia per accarezzarla e l'animale l'annusa fra le gambe sentendo forse l'odore maschile. Marie l'allontana dolcemente e la prende in braccio facendo ben attenzione di non farsi graffiare sul petto nudo.
La porta in cucina e gli versa nella ciotola dei croccantini ... sì, al culmine del piacere, ma solo al culmine lei amava gli uomini.
Rientra dentro la stanza. Sente lo sguardo del suo amante su di lei.
S'avvicina alla finestra, l'apre e sempre nuda si sporge leggermente per spingere le imposte.
L'aria è fresca, nonostante il sole. Marie rabbrividisce.
Chiude i vetri rapidamente. Ormai la stanza è piena di luce, quella autunnale che in alcuni giorni sa essere abbagliante più che nel periodo estivo.
Alza lo sguardo sulla facciata del palazzo di fronte.
- Vecchio porco! Guarda, guarda ... rifatti gli occhi! -
- Con chi ce l'hai? - le chiede Hicham.
- Con un signore italiano che abita nell'immobile qui davanti ... guarda sempre dentro le mie finestre. E' un vecchio guardone! - dice Marie mantenendo la sua posizione e mettendo le mani sui fianchi. Poi completa l'esibizione gonfiando il petto quasi che voglia far esplodere il seno nudo.
- Come fai a sapere che è italiano? -
- Un giorno l'ho incrociato qui di fronte ... parlava la sua lingua con un altro suo connazionale. -
- Lascialo perdere e vieni qua , accanto a me. Ti prego. -
La giovane svogliatamente si stacca dal riquadro della finestra e si siede sul letto.
Accarezza la testa del suo amante e si meraviglia di quel gesto affettuoso, quasi materno.
- Quando parti? - chiede.
- Domani, l'aereo per Amman parte domani ... -
Adesso Marie l'accarezza con le due mani e gli tira i capelli leggermente sulle tempie. Gli occhi di Hicham s'assottigliano prendendo una forma orientale.
- Perché, vai a combattere con quelli lì? Tu sei un uomo dall'animo gentile ... lo capisco da come fai l'amore. -
- E con chi dovrei andare a combattere? Col macellaio di Bashar al-Assad? -
- Ma quelli sono integralisti? ... tu non mi sembri ... -
- Sono tutti integralisti da quelle parti ... io ho solo voglia di battermi. Stare qui a guardare non mi piace, mi sembra di restare fuori dal mondo ... andrò lì e cercherò di capire ... da qui non capisco niente. Ci dicono quello che vogliono farci credere ... intanto vado ad Amman ... poi vedrò ... -
Marie gli tira la pelle sulle tempie e sorride.
- ... hai l'aria d'un cinese ... è buffo un cinese con la pelle olivastra! -
Anche lui sorride e le prende i capezzoli fra le dita, glieli stringe leggermente.
La giovane socchiude gli occhi presa da quella sensazione indefinita fra il piacere ed il dolore.
- ... vedi anche tu, quando provi piacere, sembri una cinese ... e non ho bisogno di tirarti la pelle! - e Hicham ride.
La gatta Lucie irrompe fra di loro. Si lecca i baffi mentre comincia a fare le fusa.
- Impertinente! - le dice Marie prendendola fra le braccia.
La posa fuori dalla stanza e chiude la porta.
I due giovani si guardano e sorridono.
- Lo sai una cosa? - dice Hicham - Se io non dovessi tornare ... spero che non ti scorderai di me tanto presto ... promettimi che mostrerai ancora le tette al vecchio italiano e che quando lo farai penserai a me! -
- Promesso ... - e Marie si mette davanti alla finestra.
- Ma che fai? Vieni qua, ancora non sono partito! -
La donna si siede sul letto e fissa negli occhi Hicham.
Il giovane le tocca il seno e poi giù fra le sue gambe accarezzando con le dita il suo piacere.
- Adesso ti faccio venire gli occhi da cinese. -
Marie non sorride, i suoi occhi sono inespressivi.
Fra non molto quelle mani avrebbero ucciso ... forse.