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domenica 21 settembre 2014

Monsié Italò


Si chiama Cristina.
Ci conosciamo da sette anni e forse un po' di più.
Dopo la mia ex-moglie è la donna con cui ho avuto la relazione più lunga. No, non una relazione amorosa ... una relazione ... mi accudisce ... viene ogni sabato mattina e da quel tocco femminile in questo appartamento da scapolo impenitente.
- Perché non si trova una donna Monsié Italò? - mi chiede ogni tanto.
Io alzo le spalle e poi le do la stessa spiegazione che fornisco a tutti coloro che soffrono nel vedermi da solo: sa, ad una certa età, è difficile ... ognuno ha le sue abitudini!
In verità in tutti questi anni ho provato diverse volte ma con risultati poco soddisfacenti ...
E Cristina è testimone di tutta la mia buona volontà.
- Lo sa la prossima settimana, verrà a passare con me il week end la mia nuova fidanzata. -
- Ah, son contenta ... e che fa? -
- L'impiegata in una grossa ditta ... la giornalista ... l'hostess ... l'infermiera ... la pubblicitaria ... la ... la ... la ...-
Ogni volta la solita frase.
-  ... ah bene, Monsié Italò ... magari è la volta buona! -
- Sì, questa volta è quella buona! - mentre lo dico faccio gli scongiuri.
Quando le conosce, è gentile con tutte e se le squadra dalla testa ai piedi ... il suo esame è scrupoloso e non lascia indietro nessun dettaglio ... più precisa d'una Tac.
- Cosa ne pensa, questa volta? - le chiedo prendendola in disparte.
- Va bene, mi sembra gentile. - mi risponde mentre stira la camicia.
Immancabilmente dopo qualche settimana o mese.
- Cristina, volevo dirle che con l'impiegata ... la giornalista ... l'hostess ... l'infermiera ... la pubblicitaria ... la ... la ... la ... ci siamo lasciati. -
- Come mi dispiace Monsié Italò! ... forse la prossima! -
- Quale prossima? Non ci sarà una prossima ... sto bene così! I miei figli, la Sicilia e quello che scrivo ... ecco le mie priorità! Non ho tempo per storie d'amore ... mica sono un ragazzino! -
- Sì, Monsié Italò ... - ma non sembra molto convinta.
Sono in molti a non esser convinti, neanche i miei figli.
Cristina è portoghese, maritata con un connazionale che fa il muratore tuttofare ed è madre di due ragazzi: un maschio ed una femmina.
Ha da poco compiuto cinquant'anni, una gran lavoratrice ... da sempre! 
Arrivò in Francia trent'anni fa. 
Parla con un forte accento ... ma la cosa mi diverte perché anch'io, in fatto d'accento, non sono mica male e non penso che migliorerò! Chi dovesse ascoltarci avrebbe di che divertirsi! Che duetto!
Ha un carattere accomodante e non si lascia mai sopraffare dalle avversità. E' cresciuta in un orfanotrofio a Lisbona, sua madre era povera e non poteva provvedere a lei. Adesso è lei che si occupa della mamma e le paga un appartamento nel centro di Porto.
Quando il sabato mattina, sbarca nel mio appartamento so che devo ritagliarmi due metri quadrati e non muovermi perché il resto della mia abitazione le appartiene. Guai incrociarla nei suoi percorsi, si rischia d'essere travolti impietosamente!
Mi metto quindi di fronte al computer, ascolto la musica, scrivo, telefono ai miei figli ma soprattutto non mi muovo. Non ne ho il diritto se non è lei che m'autorizza. E per ottenere il permesso cerco di corromperla.
- Cristina, ci facciamo un caffè? -
- Sì, Monsié Italò. -
- La chiamo quando è pronto. -
Mentre siamo in cucina mi faccio raccontare spezzoni della sua vita che poi metto insieme. In sette anni di frequentazione posso dire d'aver appreso parecchio su di lei anche se penso che è lei quella che mi conosce meglio ... e mi sembra anche logico!
- Monsié Italò lavo i vetri del soggiorno? - a voi può sembrare una domanda ma io so che non lo è.
- Ma minaccia di piovere ... si sporcheranno ben presto! -
- Mi serve dell'aceto. Va a prendermelo al supermercato di sotto o vado io? -
- Vado, vado ... - mica mi lascio sfuggire questa occasione per uscire dalla mia prigionia di due metri quadrati!
Mentre percorro il breve tragitto che mi separa dall'aceto, squilla il cellulare: è mio padre.
- Ciao, papà. -
- Ciao, che fai? -
- Sto andando a prendere l'aceto al supermercato.-
- Si trova quello balsamico a Parigi? -
- Sì, ma io sto andando a comprarne uno scadente ... serve per lavare i vetri. -
- Ah, che bravo, lavi i vetri ... volevo chiederti: ma sei sempre solo lì? Ma non riesci a trovare una compagna? -
- Papà, è un discorso lungo ... te ne parlo in un altro momento! Ti chiamo più tardi, d'accordo? Sono davanti al supermercato! -
- Ah, va bene! ... scusa, ciao. Ciao. -
Anche lui preoccupato per la mia solitudine!
- Voilà l'aceto! - dico appena rientrato a casa.
- Merci, Monsié Italò. -
Super Cristina in azione ... ed i vetri ritornano trasparenti e senza alone in un batter d'occhio!
Quando va via, l'accompagno all'ascensore e ci baciamo sulle guance come due vecchi amici.
- Buon week end, Monsié Italò. -
- Buon week end Cristina e mi saluti suo marito. -
Rientro dentro l'appartamento che sa di pulito.
Apro una delle porte-finestre con i vetri immacolati. La osservo, in basso, allontanarsi col suo passo sicuro ed un po' dondolante fino a quando si confonde con gli altri passanti.
Un gocciolone di pioggia mi centra la testa.
Guardo in su ed osservo preoccupato le nubi scure pronte ad aprire le loro cateratte.
Faccio scorrere giù le tapparelle, le tirerò su una volta che l'acquazzone sarà passato.
Quando tornerò in Italia, se tornerò ... lo so ... sì, mi ricorderò di Cristina mentre ... l'impiegata ... la giornalista ... l'hostess ... l'infermiera ... la pubblicitaria ... la ... la ... la ... saranno delle immagini sempre più pallide, forse dei fantasmi. Delle orme sulla sabbia asciutta ... il vento le cancellerà.