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martedì 30 settembre 2014

... il mio amico Biagio


- Adesso tutti si chiedono se Renzi è un egocentrico e se s'è attorniato da gente di poche capacità. - osserva Giovanni.
- Che dovremmo dire noi allora del nostro Holland? - controbatte Michel.
- Facciamo la gara per vedere chi vince? - dice ridendo Gina.
- Non c'è competizione ... noi abbiamo avuto il campione del modo: Silvio! - rispondo io mentre guido ed osservo le indicazioni per uscire dall'autostrada.
La sera prima, dopo un breve giro di telefonate, avevamo deciso che l'indomani saremmo andati sulla costa, ad Ètretat in Alta Normandia.
Ci trascorreremo il week end.
Il tempo è bello, anche se la temperatura nelle prime ore del giorno non è più quella estiva ma decisamente autunnale. Approfittiamo degli ultimi scampoli di sole e cielo azzurro.
Quattro amici.
A me non piace guidare ma a loro ancor meno.
- Dai, prendiamo la tua macchina che è spaziosa! – dicendomi così mi hanno fregato … non ho potuto esimermi dal fare l'autista!
Siamo allegri e contenti di star insieme. Abbiamo lasciato fuori dall'abitacolo ciò che non ci piace.
- Ma credete proprio che quando s’arriva a quei livelli non si sia egocentrici ed ambizioni? Pensate forse che Papa Francesco non sia motivato da un sano ego o forse credete veramente nell'ispirazione divina? - chiede Giovanni.
- E se mettessimo un po' di musica? - propone Gina.
- Gina, ho visto un CD di Erik Satie ... . - osserva Michel.
- Minchia che palle! ... ma che ci fanno tre siciliani con un francese depresso! - ... Giovanni parla con cadenza catanese.
Tutti ridiamo.
... ... ...
Ormai è sera e siamo al ristorante.
- Minchia, che buono questo vino! - esclama Michel.
- Ma dove l'ha imparato il siciliano? - chiedo.
- Non lo so ma 'sto vino costa una follia ... - osserva Gina.
- Sfido io! E' uno Chateauneuf du Pape! - e lo sguardo del nostro amico cisalpino è un po' annebbiato.
Come quello nostro, del resto.
- E' una follia, lo so ... ne abbiamo bevute tre bottiglie. Ma a chi dobbiamo dar conto? -
- Beh ... insomma io ho ancora tre figli da sistemare! - osservo.
- Ma smettila ti lamentarti e d’utilizzare quelle povere creature per giustificare la tua voglia di privarti dei piaceri della vita! ... sei depresso anche tu? - chiede Giovanni.
- Ce l'hai ancora il CD di Satie? Così ci ascoltiamo della musica allegra? -
Risata generale.
... ... ...
L'alberghetto che abbiamo trovato non è male ... occupiamo due stanze.
- Ce la fai a sorreggerlo? - chiesi a Gina mentre trascinava il suo compagno su per le scale.
- Pensa a Michel, tu ... è vero che adesso sono una signorina ma ancora un po' di forza m'è restata nelle braccia! -
Li accompagnammo alle stanze e ci salutammo chiudendoci la porta alle spalle.
Adesso guardo le ombre del soffitto.
Ho dormito appena due ore, non di più.
Michel si agita e si lamenta sul letto. L'ho aiutato a distendersi. E' in posizione fetale.
Bofonchia delle frasi sconnesse. Non s’è ripreso dalla sua vecchia storia col suo amore bipolare.
Certi uomini sono così … si lasciano distruggere da storie impossibili. Li chiamano romantici.
Non riesco a comprenderlo, un po’ mi vergogno perché lo trovo patetico.
Inutile voler dormire, non ho sonno. Esco.
Cammino per le viuzze deserte del paesello. Gli altri umani dormono e come compatirli? Forse qualcuno prima d’addormentarsi ha fatto l’amore.
M’inerpico lungo un viottolo. Salgo … salgo fino ad arrivare sul piano d’un promontorio. La luna rende fluorescenti le bianche pareti calcaree delle falesie e le onde che, senza troppa convinzione, aggrediscono la spiaggia.
Osservo il panorama e respiro l’aria umida e pregna di salsedine. Guardo l’alto scoglio staccato dalla falesia e reso famoso dagli Impressionisti. Ha come una proboscide che immergere dentro le acque della Manica.
Un gabbiano osserva, non lontano da me lo stesso spettacolo.
- Jolie! – commenta.
- Sì, molto suggestivo. – gli rispondo in italiano.
- Italiano? –
- Sì, siciliano per la precisione. –
- Un terrun? Mi sun de Milan! –
- Di Milano? … e chi ha portato un polentone qui in Normandia? –
- L’amur … mi sun nato sul Seveso … un giorno sono sceso in Liguria a fare una gita con i me amis e ho incontrato una gabbianella che veniva da Cannes … mi sun innamurà e l’ho seguita in Francia … ‘sta baldracca! Ho scoperto che si faceva i gabbiani italiani, li portava in Francia e poi li lasciava … ho trovato una decina di gabbiani italiani … cornuti come me …piuttosto di tornare in Italia e farci prendere tutti per pistola abbiamo deciso di rimanere in Francia e, seguendo i fiumi, ci siamo trasferiti in Normandia. Qui piacciamo alle gabbianelle che, non sono abituate al fascino lombardo, si lasciano corteggiare. All'inizio venivamo trattati come terrun, ma poi abbiamo fatto capire che i lumbard son sempre i migliori.–
In effetti l’accento è quello meneghino, anzi brianzolo.
- Non mi sarei mai aspettato di trovare dei gabbiani italiani da queste parti! -
- Fa un po’ frec, ma poi ci si abitua. Una cosa buona qui c’è … non ci sono i terrun! – e si fa una risata tutto da solo.
- Da quanto tempo è immigrato? –
- Da una ventina d’anni.  Possiamo pure darci del tu … non solo te sei terrun ma anche bauscia? –
- Però, vent'anni! … no, non sono bauscia. Ok, diamoci del tu! –
- Che ci fai qui su? … - m’indica col becco gli scogli in basso alla falesia – Non è che hai strane idee? Qui da solo … sull'orlo del precipizio. –
- Ma che dici? Non avevo sonno. Il mio compagno di stanza parla mentre dorme ed io avevo voglia di pensare. –
- Pensare a che? –
- A tutto ed a niente. Per esempio mi chiedo dove stiamo andando … tutte queste guerre, massacri … perché? –
- Perché? … perché? … perché gli esseri umani sono dei pirla, ecco perché! –
- Troppo facile … -
- Non riuscite a mettervi d’accordo su come dovete regolarvi per vivere insieme. Volete prevalere gli uni sugli altri e per farlo v’inventate ideologie e religioni che giustificano le vostre azioni. Si sono mai visti degli animali della stessa specie raggrupparsi ed affrontarsi fra loro per annientarsi vicendevolmente? … forse qualche scimmia ma anche loro sono dei pirla! Per questo siete molto prossimi! Mah, chi vi capisce è bravo! … per me siete dei pirla … sarà semplicistico ma m’evita di spappolarmi il cervello in spiegazioni impossibili! -
Dei rumori non coperti dal fruscio del vento e dalla risacca del mare provengono alle nostre spalle e ci fanno trasalire.
Il gabbiano apre le ali per spiccare il volo.
- Gina, che ci fai qui? – sono sorpreso.
- Non riuscivo a dormire. Giovanni russa talmente forte che devono sentirlo fino a Parigi. Ero affacciata alla finestra quando t’ho visto uscire ed arrampicarti lungo il sentiero. –
- Chi è quella? – mi domanda il gabbiano.
- Gina, una mia amica. –
- Chi è quello? – mi domanda lei.
- Un gabbiano … lombardo. –
- Biagio, piacere. – l’uccello si presenta.
- Ah, è vero non mi sono presentato … Italo, piacere. -
La donna guarda prima me e poi l’uccello.
- Gina, piacere … è bello qui, sembra d’avere il mondo ai piedi! – è veramente estasiata e sembra per nulla sorpresa di veder che m’intrattengo con un gabbiano.
Sotto di noi il mare riflette i raggi argentei della luna.
Rimaniamo a lungo in silenzio.
- Gina, posso chiederti una cosa? –
- Certo. –
- … Giovanni è mio amico … ma perché stai con lui? Tu hai un'altra sensibilità! Scusa, forse non sono affari miei!  –
Mi guarda …mentre Biagio m’indirizza uno sguardo pieno d’interrogativi. Con un impercettibile gesto della mano faccio capire che non si deve immischiare.
- … non lo so … forse mi affascina la sua immaturità, il non voler crescere, restare come Peter Pan … od anche perché trovo in lui quella parte maschile che ho voluto cancellare dal mio fisico. Non so … ma va bene così! –
- Sì, va bene così ! -
Biagio sta per aprire il becco … ma io con uno sguardo l'azzittisco prima che possa pronunciare una qualsiasi parola.
Riprendiamo a guardare davanti a noi. Ho l’impressione che non mi muoverò mai più e che resterò in quella posizione per sempre. Come una statua.
- Ma il senatur Bossi c’è ancora? – domanda Biagio.
- No, non più … s’è praticamente ritirato dalla scena politica. –
- Perché? -
- Perché s’è circondato da pirla … ! –
Lontano, oltre il buio dell’orizzonte, sembra che non ci sia nulla.


martedì 23 settembre 2014

Gina


- Lo so, lo so ... hai ragione! - dico a Giovanni
- La ragione la si dà agli scemi! -
- Non sei mai contento! ... e se non ti dessi ragione? -
- Hai ragione - ride - ... preferisco essere scemo! -
- Lo vedi che sei uno scemo? L'ho sempre detto. - scherzo ma mantengo l'aria seria.
- ... oh ... smettila d'insultare! -
- Perché v'insultate? - chiede arrivando al tavolo la nostra amica Gina.
- Non lo sto insultando ... è lui che dice d'essere scemo. Dio Santo! Che discorsi d'imbecilli. -
- Ecco lo vedi? Adesso ci prende per imbecilli! -
- Ma no ... è solo un modo di dire! - dice Gina sedendosi.
- Ma cosa t'è preso? Come mai questa botta di permalosità acuta? - chiedo.
- Mi scappa la pipì. Quando mi scappa divento intrattabile, lo so. -
- E perché non vai a farla? -
- Perché aspettavo il ritorno di Gina e non ti volevo lasciare solo. -
- Beh, Gina è tornata adesso puoi andare, no? Sennò ci fai diventare tutti matti. -
- Gina, come sono i bagni? In quale sei andata? In quello degli uomini o delle donne? - domanda il mio amico.
Ah, certo voi non lo sapete ma Gina è un transessuale ed è la nuova passione del mio amico Giovanni.
- Ma che domande? In quello delle signore! -
- Scherzavo! -
Osserviamo Giovanni farsi strada fra i tavoli e scomparire dietro una porta in fondo al locale.
- Di che cosa stavate parlando? - mi chiede Gina mentre sorseggia del bordeaux.
- Dei miei post. -
- Ed allora? -
- Giovanni dice che non li legge nessuno e che se voglio far conoscere i miei racconti devo utilizzare un altro mezzo! -
- Quale? -
- Un editore che pubblica gli e-book! -
- Ha ragione. -
- Lo so che ha ragione, ma non ho voglia d'andare a bussare alla porta di nessuno né di fare il simpaticone per farmi piacere. Chi vuole, mi legge ed io mi sento libero! -
- Ma perché ti lamenti, allora? -
- Io non mi lamento. Giovanni diceva che passo troppo tempo davanti alla tastiera per fare qualcosa che non mi da un vero ritorno sul piano letterario ... ma io non aspiro a niente, solo a scrivere! - il tono della mia risposta deve essere un po' secco tanto da metter fine alla discussione.
Gina non mostra alcun segno di mascolinità, sembra una donna al cento per cento, anche elegante e per niente volgare. Oggi indossa un tailleur grigio. Forse  ha un seno un po' esagerato che lei nasconde con finta pudicizia ben sapendo che il suo procace torace attira ancor di più lo sguardo maschile. E' la fidanzata del momento di Giovanni ed è architetta. Esercita nel quarto arrondissement ed ha una clientela molto ricca.
- Posso chiederti una cosa? -
- Quello che vuoi. -
- Ma all'inizio, non ti pesavano? - ed indico i suoi voluminosi pettorali.
- Forse un po' ma ero tanto contenta d'averli che tu non puoi immaginarlo! Pensa che quando mi guardo m'innamoro da sola! Lo so, un vero Narciso!-
- Capisco ...-
Gina viene da Misterbianco, nei sobborghi di Catania. E' cresciuta in mezzo alle bande di ragazzini che giocano a fare i mafiosi già ad otto anni. Era picchiata ed avvilita perché non riusciva ad essere come i suoi coetanei: un delinquente in erba. Un giorno una giovane insegnante le mise la matita in mano e lei cominciò a tracciare le prime linee ... linee dritte e le sembrò un miracolo di riuscire a farlo in un luogo dove tutto era approssimato e distorto. La sua caparbietà nel voler fuggire la portò lontano dalla miseria di Misterbianco e quando fu a Parigi da crisalide divenne farfalla. Una sera ci raccontò il suo percorso mentre la sofferenza non del tutto smaltita si manifestò attraverso le lacrime. 
Le guastarono il trucco ma non riuscirono a smascherare la sua primaria natura. 
- Ah, eccomi. adesso mi sento meglio! - annuncia Giovanni arrivando al tavolo.
- Beh, siamo tutti contenti -
- ... perché siete così tristi? -
Io e Gina ci guardiamo.
- Non siamo tristi. Stiamo parlando delle mie tette! -
- Un fenomeno della chirurgia estetica ... sono come quelle di Gina Lollobrigida! -
- E' stata la mia fonte d'ispirazione, ma il chirurgo ha esagerato! - dice la fidanzata del mio amico.
- Ah, io lo so perché Italo fa il muso, perché gli ho detto che pubblicare su un blog non serve a niente! I suoi sporadici lettori leggono le prime tre righe e poi passano ad altro! -
Sospiro.
- Giovanni, smettila non vedi che è un argomento che l'infastidisce? -
- Ma io sono suo amico ed ho il diritto di dirgliele certe cose! -
Sospiro.
- Giovanni, ma che cosa vuoi dirmi? Io vado bene così. Per me scrivere è terapeutico. E' come se avessi degli uccelli stipati in una gabbia, ad un certo momento alzo il cancelletto e li lascio volare via ... librare nell'aria, senza restrizioni. I miei fogli, le mie frasi ... li voglio vedere perdersi nel cielo piuttosto che serrati in un libro come se fossero dentro una scatola di sardine. Ho una sola ambizione: condividere le mie emozioni e se sono belle ed apprezzate tanto meglio! Le regalo. Chi le ama le vive con me chi non è interessato non ne impedisce il libero volo! -
- Va bene, così. Lascia perdere Giovanni che è un bruto! Gli vogliamo tutti e due bene ma lui è un bruto! - e Gina mi prende la mano.
- Guardate che sono geloso! -
- Te l'ho detto io che sei scemo! -

domenica 21 settembre 2014

Monsié Italò


Si chiama Cristina.
Ci conosciamo da sette anni e forse un po' di più.
Dopo la mia ex-moglie è la donna con cui ho avuto la relazione più lunga. No, non una relazione amorosa ... una relazione ... mi accudisce ... viene ogni sabato mattina e da quel tocco femminile in questo appartamento da scapolo impenitente.
- Perché non si trova una donna Monsié Italò? - mi chiede ogni tanto.
Io alzo le spalle e poi le do la stessa spiegazione che fornisco a tutti coloro che soffrono nel vedermi da solo: sa, ad una certa età, è difficile ... ognuno ha le sue abitudini!
In verità in tutti questi anni ho provato diverse volte ma con risultati poco soddisfacenti ...
E Cristina è testimone di tutta la mia buona volontà.
- Lo sa la prossima settimana, verrà a passare con me il week end la mia nuova fidanzata. -
- Ah, son contenta ... e che fa? -
- L'impiegata in una grossa ditta ... la giornalista ... l'hostess ... l'infermiera ... la pubblicitaria ... la ... la ... la ...-
Ogni volta la solita frase.
-  ... ah bene, Monsié Italò ... magari è la volta buona! -
- Sì, questa volta è quella buona! - mentre lo dico faccio gli scongiuri.
Quando le conosce, è gentile con tutte e se le squadra dalla testa ai piedi ... il suo esame è scrupoloso e non lascia indietro nessun dettaglio ... più precisa d'una Tac.
- Cosa ne pensa, questa volta? - le chiedo prendendola in disparte.
- Va bene, mi sembra gentile. - mi risponde mentre stira la camicia.
Immancabilmente dopo qualche settimana o mese.
- Cristina, volevo dirle che con l'impiegata ... la giornalista ... l'hostess ... l'infermiera ... la pubblicitaria ... la ... la ... la ... ci siamo lasciati. -
- Come mi dispiace Monsié Italò! ... forse la prossima! -
- Quale prossima? Non ci sarà una prossima ... sto bene così! I miei figli, la Sicilia e quello che scrivo ... ecco le mie priorità! Non ho tempo per storie d'amore ... mica sono un ragazzino! -
- Sì, Monsié Italò ... - ma non sembra molto convinta.
Sono in molti a non esser convinti, neanche i miei figli.
Cristina è portoghese, maritata con un connazionale che fa il muratore tuttofare ed è madre di due ragazzi: un maschio ed una femmina.
Ha da poco compiuto cinquant'anni, una gran lavoratrice ... da sempre! 
Arrivò in Francia trent'anni fa. 
Parla con un forte accento ... ma la cosa mi diverte perché anch'io, in fatto d'accento, non sono mica male e non penso che migliorerò! Chi dovesse ascoltarci avrebbe di che divertirsi! Che duetto!
Ha un carattere accomodante e non si lascia mai sopraffare dalle avversità. E' cresciuta in un orfanotrofio a Lisbona, sua madre era povera e non poteva provvedere a lei. Adesso è lei che si occupa della mamma e le paga un appartamento nel centro di Porto.
Quando il sabato mattina, sbarca nel mio appartamento so che devo ritagliarmi due metri quadrati e non muovermi perché il resto della mia abitazione le appartiene. Guai incrociarla nei suoi percorsi, si rischia d'essere travolti impietosamente!
Mi metto quindi di fronte al computer, ascolto la musica, scrivo, telefono ai miei figli ma soprattutto non mi muovo. Non ne ho il diritto se non è lei che m'autorizza. E per ottenere il permesso cerco di corromperla.
- Cristina, ci facciamo un caffè? -
- Sì, Monsié Italò. -
- La chiamo quando è pronto. -
Mentre siamo in cucina mi faccio raccontare spezzoni della sua vita che poi metto insieme. In sette anni di frequentazione posso dire d'aver appreso parecchio su di lei anche se penso che è lei quella che mi conosce meglio ... e mi sembra anche logico!
- Monsié Italò lavo i vetri del soggiorno? - a voi può sembrare una domanda ma io so che non lo è.
- Ma minaccia di piovere ... si sporcheranno ben presto! -
- Mi serve dell'aceto. Va a prendermelo al supermercato di sotto o vado io? -
- Vado, vado ... - mica mi lascio sfuggire questa occasione per uscire dalla mia prigionia di due metri quadrati!
Mentre percorro il breve tragitto che mi separa dall'aceto, squilla il cellulare: è mio padre.
- Ciao, papà. -
- Ciao, che fai? -
- Sto andando a prendere l'aceto al supermercato.-
- Si trova quello balsamico a Parigi? -
- Sì, ma io sto andando a comprarne uno scadente ... serve per lavare i vetri. -
- Ah, che bravo, lavi i vetri ... volevo chiederti: ma sei sempre solo lì? Ma non riesci a trovare una compagna? -
- Papà, è un discorso lungo ... te ne parlo in un altro momento! Ti chiamo più tardi, d'accordo? Sono davanti al supermercato! -
- Ah, va bene! ... scusa, ciao. Ciao. -
Anche lui preoccupato per la mia solitudine!
- Voilà l'aceto! - dico appena rientrato a casa.
- Merci, Monsié Italò. -
Super Cristina in azione ... ed i vetri ritornano trasparenti e senza alone in un batter d'occhio!
Quando va via, l'accompagno all'ascensore e ci baciamo sulle guance come due vecchi amici.
- Buon week end, Monsié Italò. -
- Buon week end Cristina e mi saluti suo marito. -
Rientro dentro l'appartamento che sa di pulito.
Apro una delle porte-finestre con i vetri immacolati. La osservo, in basso, allontanarsi col suo passo sicuro ed un po' dondolante fino a quando si confonde con gli altri passanti.
Un gocciolone di pioggia mi centra la testa.
Guardo in su ed osservo preoccupato le nubi scure pronte ad aprire le loro cateratte.
Faccio scorrere giù le tapparelle, le tirerò su una volta che l'acquazzone sarà passato.
Quando tornerò in Italia, se tornerò ... lo so ... sì, mi ricorderò di Cristina mentre ... l'impiegata ... la giornalista ... l'hostess ... l'infermiera ... la pubblicitaria ... la ... la ... la ... saranno delle immagini sempre più pallide, forse dei fantasmi. Delle orme sulla sabbia asciutta ... il vento le cancellerà.


sabato 20 settembre 2014

... lettera d'un anziano amico di mio padre ...


Caro Cesare,

in questo momento non ci sono più, sono andato via da questo mondo e non so dirti dove sarò, se sarò da qualche parte. Devo dire che in questo frangente, mentre ti scrivo, non m'interessa molto rifletterci.
Non mi resta molto tempo per sviscerare un problema che, da quando l'uomo esiste, ancora non è riuscito a rivolvere. Quindi inutile perdere tempo su un argomento arcano. Se tu ci pensi bene tutto questo riflettere su cosa viene dopo la vita terrena non serve a molto se non a creare dei rompicapi filosofici e religiosi ... le religioni (poi, quelle!) non hanno mai saputo far di meglio che elaborare ipotesi su cui ti chiedono, alla fine, di credere ciecamente e d'aver fede! L'uomo dovrebbe concentrarsi più sul suo percorso di vita piuttosto che sul post mortem sulla cui meditazione non ricava alcuna risposta ma solo delle insicurezze.
Secondo me ciò che ci porta a riflettere molto sul nostro futuro non terreno è la nostra presunzione. Ci si sentiamo eletti e non accettiamo la morte, destino che ci accomuna agli altri esseri viventi. Se invece fossimo un po' più modesti ed avessimo più rispetto verso le altre creature, che hanno anch'esse un inizio ed una fine, forse vivremmo meglio e le nostre energie sarebbero spese più saggiamente. Mi rendo conto che scrivendo questo nego la storia dell'uomo che è stata pervasa da credenze religiose e da presunte superiorità non solamente sulle altre specie ma anche sugli altri esseri umani. Guarda quello che sta succedendo adesso! Abbiamo rispolverato le guerre di religioni non avendone abbastanza delle guerre etniche!
Mah ... da un po' non leggo più i giornali anche perché non mi dicono niente di nuovo e per noi, che abbiamo vissuto nella nostra giovinezza una guerra mondiale cosa vuoi scoprire di più sulla capacità delle nefandezze dell'uomo?
Ti ho mai raccontato che nel quarantatré durante l'avanzata delle truppe alleate rimasi bloccato nei pressi di Frosinone mentre tentavo d'attraversare le linee?
Forse no, perché non ne ho mai parlato volentieri.
Ne uscii vivo per miracolo perché riuscii a nascondermi in una soffitta mentre, non lontano da dov'ero, le truppe franco-marocchine sventravano la donna che mi aveva ospitato e nel contempo ne violentavano la figlia di dodici anni che in seguito sgozzarono come un agnello. Certo, si tratta di crimini di guerra, ma li fecero i vincitori (od almeno quelli che si proclamarono tali) ed all'epoca non era possibile dare risonanza a tali fatti come si fa adesso. Solo Moravia ne parlò e Sofia Loren vinse l'Oscar ... ma, e tu mi puoi credere, tutto ciò non fu abbastanza per descrivere l'orrore di quei giorni!
Le immagini ce le ho ancora vivide ed ho vissuto in prima persona l'orrore di cui l'uomo può rendersi capace! Ma adesso che sto morendo non voglio pensarci, non voglio morire con quelle immagini negli occhi. 
C'è di meglio nella vita.
C'è stata mia moglie che ho amato sempre e mio figlio ... certo, mio figlio.
Comunque non è per snocciolarti delle nostalgiche tristezze che ti scrivo e ti dedico questa lettera post mortem! No, di certo!
Prima d'andarmene volevo scriverti che sei un rompicoglioni!
Il re dei rompicoglioni incazzoso!
Non è una novità, noi amici te l'abbiamo sempre detto ... ma adesso che me ne sto andando (e fra un po' te ne andrai anche tu! E' inutile che tu faccia degli scongiuri: è statisticamente comprovato che sulla soglia dei novant'anni si abbiano maggiori probabilità di morire!) te lo voglio ribadire. Non volermene te ne prego, ma sappi che il tuo comportamento è sempre stato motivo di delizia per noi perché, forse senza che tu te ne rendessi conto, ci hai sempre divertito. Tu non sai i ricami che noi, "gli amici", abbiamo fatto sulle tue esternazioni ed i tuoi moti d'ira! Anzi per essere sincero fino in fondo, certe volte ti abbiamo provocato perché tu reagissi. Registravano mentalmente le tue reazioni e dietro le tue spalle erano che dei frizzi e dei lazzi.
So che leggendo ciò che ti ho appena scritto t'incazzerai ma devi capire che il nostro comportamento dissacrante nei confronti delle tue incontenibili manifestazioni caratteriali è uno strumento di difesa, altrimenti come ti si potrebbe stare vicino?
Ci conosciamo da tanto tempo e ti posso dire senza alcuna possibilità d'essere contraddetto che hai rotto i coglioni a tutti nella tua vita ma ... alla fine t'abbiamo voluto bene anche e soprattutto i tuoi congiunti che, malgrado le tue angherie, ti sono rimasti sempre vicini.
Sono disteso su un letto d'ospedale, Cesare.
Nella stessa stanza con me ci sono altri due pazienti. Un triste separé color ocra mi divide da loro. Sono ospite di questo edificio da diverse settimane e conosco ormai tutte le procedure che vengono messe in atto quando sei ormai sulla soglia della porta d'uscita. Ho intravvisto anche il prete mentre mi guardava con lo sguardo del venditore di spazzole che deve avvicinare il suo prossimo cliente.
Sopra di me le gocce trasparenti che fuoriescono da una bottiglietta scandiscono il tempo che ormai s'accorcia sempre di più. Dentro quel liquido c'è la morfina, lo so ... non c'è bisogno che me lo si dica. Spero d'andarmene in maniera dignitosa senza fare smorfie e spero d'essere solo. Non voglio dare spettacolo.
Ricordo quando se n'è andò la povera Anna ... fece degli ansimi e dei gemiti appena percettibili ed alla fine dalla sua bocca uscì un ultimo respiro liberatorio. Ero a fianco a lei, le tenevo la mano e pensai che stesse avendo un orgasmo perché si comportava proprio come quando facevamo l'amore.
- Ma Anna! - dissi stupito e solo dopo qualche secondo capii che era morta. Chiamai il suo nome ancora ma il mio tono ormai era disperato.
Provai vergogna, tanta ... ed ancora me ne voglio.
Forse sbaglio, forse è proprio così ... un orgasmo, un estasi ... come quelle che scolpiva Bernini.
Mah! ... lo saprò fra non molto!
Nella mia famiglia me ne vado per ultimo ... prima mio figlio, poi mia moglie ... così è andata! Non è bello sopravvivere ai propri congiunti ... devi lottare sempre contro la tristezza perché non prenda il sopravvento mentre cammini solo lungo il viale alberato!
Beh, adesso concludo questa mia. Non voglio che il mio appuntamento arrivi prima e la lasci incompiuta. Invierò questa lettera all'indirizzo internet di tuo figlio, pregandolo di leggertela quando sarà ben sicuro che non ci sono più. Tu internet non sai neanche cos'è ... sei troppo pigro per impararne l'uso.
Grazie Cesare, per i pranzi del mercoledì quelli "degli Acciaccati"!
Ci hai offerto della convivialità in tutti questi anni e tutti assieme ci siamo fatti compagnia. Grazie per le risate che, a tua insaputa, ci hanno dato il buonumore ... guarda che ti vogliamo bene!
Ti prego continua a fare l'anfitrione ed il mio posto dallo a qualcuno che sia simpatico ed allegro. Non pensate più a me perché io non penserò più a voi.
Sopra di me, una crepa attraversa il soffitto ... non voglio morire guardandola ... chiuderò gli occhi ed attenderò e lascerò che nella mia mente scorrano le immagini della mia vita ... mi soffermerò su quelle più belle, non sulla guerra, non sulle violenze ... no, solo sulle cose belle.

Ciao Cesare.

martedì 16 settembre 2014

... mamma mia, siamo in recessione!




Sono seduto ad un tavolino su un terrace che da sul pont d'Alma non lontano dal tunnel dove trovò la morte la principessa Diana. Il sole tiepido settembrino comincia ad abbassarsi ed acceca gli avventori. Io non porto gli occhiali scuri e quindi ho gli occhi chiusi e lascio che i rumori del traffico e degli altri clienti mi giungano all'orecchie confusi e mischiati.
- Ma hai letto che l'Italia è in recessione? Il Pil decresce. - dice un ragazzo alla sua giovane compagna.
Sono seduti nel tavolino accanto al mio. Sono italiani, li avevo riconosciuti già quando avevano preso posto. Riconosco i miei connazionali per come si vestono e come si muovono.
- Mamma mia! Ma dove andremo a finire? -
- Che vergogna! E chi ci torna in Italia? -
Apro un occhio e li spio.
Hanno l'età del mio primogenito.
Abbandono la mia posa rilassata e mi metto in posizione più eretta sulla sedia. Frugo dentro la tasca della mia giacca e tiro fuori il "coso". Ci armeggio sopra fino a quando vedo apparire sullo schermo quello che cerco.
Lo porgo ai due ragazzi.
- Guardate qua ... leggete. -
- Ma lei è italiano? -
- Italiano ... italiano come voi. Leggete e poi mi dite cosa ne pensate. -
Il ragazzo prende il "coso" e lo mette fra lui e la sua giovane amica ed entrambi cominciano a leggere.

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. 
 Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. 
Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi.

Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

- Interessante, ma di chi è? -
- Di Robert Kennedy, il fratello del presidente. Se leggete bene vedrete che questo discorso l'ha pronunciato nel 1968, qualche mese prima d'essere ammazzato. -
- Quindi se il Pil decresce non è una brutta cosa? - mi chiede la ragazza che sembra essere più ansiosa.
Dall'accento sembrano venire dal Lazio.
- Né brutta, né bella ... il Pil è solo un indicatore ... dipende da quello che ci si mette dentro. Il buon Bob Kennedy non avrebbe mai potuto immaginare che adesso nel PIL ci hanno aggiunto anche le puttane, i magnaccia e gli spacciatori di cocaina. Si sono dimenticati i corrotti, ma non disperate ... arriveranno anche loro! -
- Beh, in fatto di zoccole, magnaccia e bustarelle semo er meio do monno! Vor dì che uscemo presto de sta crisi!- 
- Sì, c'hai ragione ... ma che ce frega a noi! - mi sento autorizzato ad usare la cadenza capitolina, mio padre è romano - Che fa'? M'o ridai er "coso"? -
Si scusa mentre me lo porge ed io lo ripongo nella tasca interna della giacca.
La luce del sole pomeridiano è proprio accecante ed io m'allungo di nuovo sulla sedia e chiudo gli occhi.
- Che forte 'sto Bob! ... mi scusi, ma lei è de Roma? -


domenica 14 settembre 2014

Come in una barzelletta ...


Sì, lo so che può sembrare assurdo, ma a me non piace dormire!
Lo considero solo un bisogno fisiologico, come andare a far pipì o mangiare. Anzi se proprio devo stillare una classifica fra i suddetti, in temine di piacere, metterei al primo posto l'alimentarsi, al secondo l'urinare ed al terzo il dormire. Perché al secondo fare pipì? Beh, alla mia età, che ancora non è veneranda, quando si scopre d'avere una prostata si cominciano a fare dei monologhi. Davanti alla tazza del cesso, col le gambe larghe si guarda in giù e lo s'interroga domandandogli: allora che vogliamo fare? ... passiamo qui la giornata?
Si può capire che fare la pipì sia un piacere ... diciamo liberatorio.
Stamattina mi sono alzato presto e sono andato a correre (lo faccio la mattina di buonora quando di pazzi come me ce ne sono pochi e soprattutto non c'è nessuno che mi superi!), sono tornato a casa, colazione, doccia e ... un'irresistibile botta di sonno ... mi sono svegliato a mezzogiorno incazzato come una biscia! Cosa dovevo fare? Niente di particolare se non vivere e, forse, scrivere.
Mi sono fatto un couscous ... ed adesso mi sono riconciliato con me stesso!
Quattro anni fa mi sarei anche fumato una sigaretta godendola solo nel momento in cui l'accendevo ma perdendo l'interesse per essa solo dopo qualche boccata ed avrei detto: che minchiata fumare ma perché non smetto?
Lo feci un giorno di gennaio ed adesso accendo le sigarette solo in sogno ed immancabilmente mi sorprendo a ripromettermi di smettere anche in quel contesto. Mah!
Fuori la giornata è bella ... il penultimo week end estivo e che minchia! Anche questa estate è andata! Il mio amico Daniel, che è mio coetaneo, le conta tutte ed anche quest'anno ha detto: ce ne restano ancora ventidue! E che ne sa lui che muore ad ottant'anni?
Bah ... è certo che si debba tutti morire ... mi chiedo se tutti lo pensano nella vita di tutti i giorni. No, no, altrimenti il mondo girerebbe diversamente.
Povero papa Francesco ... dice delle cose talmente vere ed evidenti contro le guerre ed il comportamento degli uomini che sembrano delle ovvietà ma sono alla base del nostro agire.
E' difficile il suo mestiere soprattutto per uno che ha l'immagine di credere in quello che dice!
Come diavolo farà a mediare fra la curia romana e la parola di Cristo anch'essa mistificata e manipolata dai padri della Chiesa?
Ognuno ha da gestire le sue contraddizioni, anch'io ho le mie e faccio sempre più fatica a governarle. Il problema è che lo si vede e chi mi frequenta lo percepisce in quanto sono sempre più refrattario ad accettare argomenti che giustificano l'agire ipocrita di chi mi sta attorno. Anche perché, mi dico, che fino a quando ci convivo, fariseo lo sono anch'io!
Forse sono paranoico ma mi sento sempre più isolato ed ho l'impressione che un giorno sarò espulso fuori come un corpo estraneo, un rigetto ... fusse che fusse la vorta bona!
Non avrò più alibi!
Invece attenderò la pensione ... e sarebbe anche il caso che mi ritenga fortunato, con i tempi che corrono!
Certo con i tempi che corrono ... ...
Qualche sera fa, eravamo intorno un tavolo a cenare: un turco, un americana, un ceco, due francesi, un belga, un messicano ed un italiano (io). Proprio come nelle barzellette!

Messicano: ve lo ricordate Pablo, quello con i baffi? E' morto d'infarto due mesi fa!
Tutti: minchia (in verità ognuno ha utilizzato un'esclamazione diversa ma io faccio una traduzione che unifica tutte l'espressioni)!
Primo francese: Era un bravo uomo: è stato mio direttore amministrativo quando ero in Messico!
Secondo francese: ... e sua moglie? era molto più giovane di lui!
Messicano: non so ... non ho notizie.
Belga: cos'è? Adesso vuoi sposartela tu?
Secondo francese: io sono felicemente sposato, forse per Italo?
Italiano: lasciate in pace il can che dorme eppoi chi vi dice che non sia impegnato?
Primo francese: ... ah, che tu sia in disarmo ci credo poco!
Italiano: uffa, la smettete! Mi mettete sulle spalle una reputazione! ... cosa penserà di me Shawn?
Americana: Certamente le peggio cose. Sono stata sposata con un italo-americano quindi il mio giudizio sugli italiani è ben ponderato!
Tutti: ahahahah ...!
Belga a Italiano (parlandogli all'orecchio): Shawn è quella che se la passa meglio fra noi! Il suo ex-marito è uno dei migliori avvocati di New-York, sapessi che alimenti si becca!
Italiano a Belga (sottovoce): Beh, allora ci faccio un pensierino!
Belga: ahahahah ... vedi che non ti smentisci mai!
Ceco: perché ridi? Che ti ha detto Italo?
Belga: niente, niente ... private joke ...
Primo francese: ma lo avete assaggiato questo vino? E' un grand cru ... brindiamo a noi ed al piacere di ritrovarci ancora intorno ad una tavola fra un anno!
Tutti: a fra un anno!
Tutti bevono il vino tranne il Turco che brinda col bicchiere dell'acqua.
Italiano: Nuri, non sapevo che eri di religione mussulmana!
Turco: non sono mussulmano, ma cattolico ortodosso ... e sono astemio!
Ceco: come va dalle tue parti? Allora, Erdogan non vuole più entrare in Europa?
Turco: no, stiamo bene come siamo ... certo che entrare nella zona euro non è tanto vantaggioso in questo momento! Meglio una moneta debole per finanziare le nostre esportazioni!
Belga: è certo che dopo la guerra con tutta quelle ricostruzioni da fare, gli affari andranno a gonfie vele!
Turco: vanno già a gonfie vele! Molte aziende hanno aperto stabilimenti di produzione sul confine con la Siria eppoi il petrolio contrabbandato dall'Isis costa poco.
Italiano: sicuro, voi quelli dell'Isis ce li avete sul confine con la Siria e con l'Iraq.
Americana: che periodo che stiamo vivendo! L'Iraq, la Siria, Gaza ... gli embarghi con l'Iraq ...
Turco: anche con l'embargo si fanno affari! Molte società europee cambiano l'etichetta, mettono "made in Turkey" ed esportano i loro prodotti attraverso la nostra frontiera!
Italiano (alzandosi): scusate...
Tutti: un sorriso di convenienza.

No, non andai alla ricerca del bagno. Uscii dall'ampio locale invaso da noi dirigenti e preso in affitto in toto dalla nostra società. M'inoltrai nel curatissimo giardino e m'avvicinai ad un gruppo d'alberi.
Sarà stato lo stimolo della prostata, il vino bianco grand cru o forse semplicemente la voglia di fare un gesto un po' dissacrante che mi spinse a far pipì contro un alto pino.
Alzai lo sguardo e notai che la notte era rischiarata da un plenilunio e che volenti o nolenti l'avrebbero notato tutti: ricchi, poveri, vittime, boia, ipocriti, farisei, onesti e santi.
Sì, lei, la luna, è ancora di tutti e non c'è nessuno che ci fa affari.
Forse per questo che è così bella!

mercoledì 10 settembre 2014

Cristo si è fermato a Ebola


Alcuni giorni fa leggevo un articolo sulla "bomba" di pioggia che è esplosa sul Gargano: danni materiali ingenti e due vittime. 
Anche la televisione italiana ne ha parlato ed in maniera abbastanza estesa. 
Da un giornale di lingua inglese ho appreso (giusto un trafiletto, a dire il vero) che nel Kashmir c'è stata un'alluvione. Da quelle parti sono abituati ai monsoni, direbbe qualcuno. Sì, e ci sono state diverse centinaia di morti. Anche a questo sono abituati, direi io.
Ma di quei poveri cristi se ne sa poco o niente.
Nelle prime pagine si parla spesso di un altro argomento: l'epidemia di ebola.
Stamattina abbiamo tirato un sospiro di sollievo: la signora nigeriana ricoverata in un ospedale nelle marche non ce l'ha. 
E' solo affetta da febbre malarica. 
Intanto nell'Africa Occidentale, da quando è iniziata l'epidemia, ci sono stati duemila morti.
- Ma non avete paura voi in Italia del contagio, con tutti quegli sbarchi in Sicilia? - mi chiede una signora tedesca.
- Non si preoccupi un killer della mafia ucciderà l'ebola. -
La gentildonna teutonica mi guarda perplessa mentre il mio amico Giovanni che è accanto a me ridacchia.

A proposito della mafia: ma chissà come si diverte il signor Riina?
E' sufficiente che dica una cazzata durante l'ora d'aria che subito dopo le sue esternazioni appaiono sui giornali. Lui certamente lo sa che ha dei microfoni dappertutto (anche nella tazza del cesso, probabilmente) e sa anche che fa notizia. Secondo me fra i suoi svaghi vi è anche l'annotare dei tempi che intercorrono tra il suoi sussurri nel cortile del carcere ed l'apparizione dell'articolo sul giornale.
E noi che facciamo?
Leggiamo, sulla stessa prima pagina in cui si commenta il discorso che il signor Obama fa agli Stati Uniti a proposito della politica estera, del signor Totò Riina (rinchiuso in una prigione di massima sicurezza per scontare tutte le sue condanne a vita) che emette la sentenza di morte di don Ciotti. 
Il prete per tutta risposta predica la confisca dei suoi beni (anche quelli occulti!)! 
Insomma fra le notizie importanti propinate all'italiano medio ci sono le dichiarazioni d'un presidente che parla delle strategie politiche della nazione più potente del mondo ed i deliri d'un vecchio psicopatico che dovrebbe essere semplicemente ignorato! Invece gli si dà l'onore della prima pagina!
Questa informazione non serve a niente se non ad alimentare la vanità d'un criminale e distoglie l'interesse su tematiche più importanti su cui, invece, bisognerebbe focalizzare l'attenzione.
Ma questa è un'affermazione che lenisce il diritto dell'informazione! ... stronzate!
Un altro esempio: Marchionne liquida Luca Cordero di Montezemolo (ma v'immaginate avere un cognome così lungo? Ci si addormenta solamente nel scandirlo! ... ed io che mi lamento del mio che trovo impronunciabile per gli stranieri!)!
Ma chi se ne frega di questo licenziamento? Ce ne sono centinaia ogni giorno in Italia e non finiscono in prima pagina! 
Sapete, non è il signor Luca (per amore di concisione preferisco chiamarlo così) che ha fatto la Ferrari! Forse i più giovani possono crederlo!
Esisteva già ed era stata fondata da un certo Enzo Ferrari che, non essendo un imprenditore ma un poeta della meccanica, si ritrovò alla canna del gas e si fece comprare dalla Fiat. L'avvocato Agnelli (padrone della Fiat) diede in gestione quel poema automobilistico ad un giovanetto, per l'appunto il signor Luca, che non era né imprenditore né poeta della meccanica ma solo un ... guaglioncello che sapeva contornarsi di gente che aveva le qualità che lui non possedeva (possiede). La Ferrari è stata fatta grande dai tecnici di Maranello e da gente come Lauda, Todt e Schumacher ... lui, l'ex-guaglioncello, ha cercato solo di costruirsi una leggenda.
Adesso il signor Marchionne (vero manager anche se quello che fa non può piacere a tutti) gli dà ventisette milioni di euro (c'è chi ha preso di più, per esempio il signor Profumo) e se lo toglie dagli zebedei!
Ma che notizia è?
Una non notizia, come le esternazioni sussurrate e registrate di Totò Riina (quant'era bello quando questo nome evocava il giocatore Schillaci ed il mitico principe de Curtis!).
Queste non sono certo delle notizie da prima pagina. Per favore, siamo seri!

- Cosa c'entra il killer della mafia? - mi dice piccata la signora che anche quando parla in francese non riesce ad attenuare il suo accento di "Deutschland über alles" - Adesso stanno producendo dei vaccini contro l'ebola. -
Beh, senso dello humor ... zero!
- Certo, perché gli occidentali si sentono minacciati ed il mercato lo richiede. Fin quando il problema era degli africani nessuno se ne preoccupava molto. Comunque non si preoccupi, sembrerebbe che la morte per ebola sia talmente veloce che chi ne è colpito non fa in tempo a fare molta strada ... e poiché la distanza fra noi e l'Africa occidentale è lunga, la probabilità che l'ebola arrivi in Europa è ridotta. Non si può dire lo stesso per l'aids che ha un'incubazione prolungata ed il portatore può viaggiare per molto tempo prima che i sintomi della malattia si manifestino. L'ebola nasce e muore nello stesso posto ... insomma, parafrasando Carlo Levi, sembra proprio che in quei luoghi gli esseri umani sono abbandonati a se stessi ... che non ci sia Dio ... Cristo si è fermato ad Ebola. -
- Chi è Carlo Levi? -
- Un medico divenuto pittore. - certo in Germania non deve fra gli autori italiani più noti. Mi rendo conto, inoltre, che la mia freddura sarebbe difficilmente compresa  anche in Italia.
- Ha fatto delle ricerche sull'ebola? - la signora è evidentemente interessata sull'argomento.
Giovanni che è accanto a me non riesce a trattenere la risata ed alla fine, senza che nessuno l'abbia sollecitato, si sente obbligato a dire la sua amenità:
- E se facessero un vaccino che al contempo protegge dall'aids e dall'ebola, non sarebbe meraviglioso? Un vaccino polivalente! Finalmente si tromberebbe senza patemi!-
Lo guardiamo entrambi.
No, neanche io, in questo caso ho il senso dello humor! 

lunedì 8 settembre 2014

L'orrore


Fuori dalla fusoliera il cielo è d'un azzurro accecante, sotto ai miei piedi le nuvole immacolate nascondono a tratti la campagna francese.
Sto volando verso l'aeroporto di Lisbona. A Cascais parteciperò ad un seminario con altri miei colleghi. E' buffo chiamare una riunione di lavoro così ... ho l'impressione di partecipare a qualcosa di religioso e come se si volesse dare al profano un alone di sacro, colto. Forse mi lascio suggestionare dalla mia educazione cattolica.
I miei compagni di viaggio parlano di business: vendite, margini.
- Com'è andata quest'estate? - mi ha domandato uno mentre attendevamo l'imbarco.
- Bene, son stato con i miei figli. Non c'è stato troppo caldo. Un'estate perfetta! -
- Scusa ... ma io volevo sapere come sono andati risultati ... -
- Ah, scusa tu ... non benissimo. In Europa si soffre, Francia ed Inghilterra sono in ritardo nelle vendite ... l'unica che tiene è il Regno Unito. -
- ... e gli Stati Uniti? -
- ... così così! -
- Capisco ...! - fece l'aria di circostanza di chi vuol dare ad intendere che partecipa emotivamente alla disgrazia d'un altro. Pensai che avrebbe assunto la stessa espressione se gli avessi annunciato un lutto in famiglia.
- ... e tu? Cosa mi dici? - chiesi.
- Anche per noi ... la Germania, terribile, terribile! -
- Hai trovato brutto tempo? -
- Dove? -
- In Germania ... ah scusa, io parlavo delle vacanze ... tu ancora delle vendite! -
... come non si può guardare quell'azzurro che toglie il respiro e non lasciare che i tuoi pensieri si perdano in quell'immensità?
Purtroppo i miei pensieri non sono gai.

Ho da poco terminato di leggere un articolo sulle immagini che hanno fatto il giro del mondo e che mostrano l'esecuzione del reporter americano Sotloff.
No, io quel clip non lo voglio visionare.
C'è chi l'ha fatto. L'autore dell'articolo, per esempio. 
Ne da la descrizione con la freddezza di chi illustra le fasi d'una ripresa d'un cortometraggio, d'un documentario. No, l'articolista che scrive sull'International New York Times, non è un cinico ma un tecnico della comunicazione. Cosa dice? Che dietro quell'orribile clip c'è del mestiere, c'è un savoir faire. Lo stesso che troviamo nei creatori dei videogiochi che simulano battaglie ed azioni cruenti (Assassin's Creed; The Last of us ... ). 
Guardate la foto che ritrae il boia jihadista psicopatico: sembra un ... un ninja. 
Vi ricordate le Tartarughe Ninja? ... tutta una generazione (quella dei quasi trentenni) è cresciuta con quei personaggi. La stessa generazione su cui punta la propaganda di questi adoratori del terrore. Una coincidenza? Fanno leva sull'immaginario di giovani più deboli?Forse ... non so!
L'autore dell'articolo fa notare che la maestria (si fa per dire!) dei cineasti jihadisti è sofisticata non solo nella messa in scena ma anche nella tecnica cinematografica tanto da usare la dissolvenza e sapienti stacchi di scena.
Che dire?
Certamente non voglio arrivare a scrivere: ma in che tempi viviamo! ... e neanche voglio scandalizzarmi per la spettacolarizzazione d'una efferata esecuzione e decapitazione (purtroppo non è la prima ... il net ne è pieno!) ... voglio solo denunciare l'ipocrisia di coloro che si scandalizzano e denunciano gli orrori quando ne sono la causa.
L'uomo fa orrori fin da quando Caino uccise Abele ... ci sono le guerre e si vincono perché il vincitore è più crudele ed uccide di più del vinto. Così è e così sarà ... è evidente, ma spesso lo dimentichiamo. 
Se gli Alleati hanno vinto sui Nazisti e sui Giapponesi non è stato per caso ma grazie ai bombardamenti massicci che hanno annietato la Germania ed alle bombe nucleari su Hiroshima e Nagasaki. Dissero che lo fecero per evitare che morissero altri soldati americani. Mah! 
Degli orrori.
Sei nazista? No, non sono nazista.
Se la Rivoluzione Francese ha consentito l'affermarsi dei concetti di Libertà, Uguaglianza e Fraternità non è stato grazie solo al diffondersi delle idee degli illuministi ma al "terrore" imposto da Robespierre. 
Degli orrori.
Sei monarchico reazionario? No, non sono monarchico reazionario.
Se Israele è riuscita ad arrestare il lancio di missili (per la maggior parte intercettati) dalla striscia di Gaza non è stato grazie all'intervento diplomatico degli Stati Uniti ma per il bombardamento sistematico fatto su dei civili inermi che ha fatto più di duemila vittime. E non c'è stata neanche una vera reazione del mondo occidentale (Che ne so? Un piccolo embargo?)! 
Degli orrori
Sei antisemita? No, non sono antisemita. 
Anzi ne approfitto: sono contro il sionismo, quello estremo. Esattamente come lo sono nei confronti di tutti i fondamentalisti a qualsiasi bandiera o credo appartengano. Insomma sono intollerante contro gl'intolleranti!
Purtroppo d'esempi come quelli che ho appena proposto ce ne sono centinaia. Ne è disseminata la storia dell'umanità.
Forse non lo s'è capito, ma io sono contro la guerra ... contro tutte le guerre!
Torniamo però ai nostri ipocriti.
Chi arma i nemici? Chi ha armato Saddam Hussein? Chi ha armato Bashar Al-Assad? Chi arma i Jihadisti del Califfato? Chi finanzia i guerriglieri di Al-Fath?
Le risposte sono difficili perché s'intrecciano e si confondono. Per non sbagliare rispondo alla rinfusa sapendo che comunque i responsabili, chi più chi meno, lo sono tutti: Qatar, Arabia Saudita, Russia, Cia (e quindi Stati Uniti), paesi della CEE (yes!).
Domanda: ma per fermare le guerre non si potrebbero tagliare i finanziamenti e arrestare il flusso delle armi?
Vediamo.
Il Qatar (sciita) ha un sacco d'interessi finanziari in Europa (ma ve l'immaginate cosa direbbero i tifosi del Paris Saint-Germain se gli s'alienassero il principale finanziatore della loro squadra?) inoltre deve ospitare i campionati del mondo di calcio (a parte i poveri nepalesi sfruttati come semi-schiavi, come si fa a fermare i lavori commissionati ad imprese occidentali?), come si fa a minacciarlo?
L'Arabia Saudita (sunnita) ha anche lei un sacco d'interessi finanziari in Europa (il principe ereditario Salman Bin Abdulaziz Al-Saoud qualche giorno fa era a Parigi per parlare amabilmente d'affari col presidente Hollande) ed è il principale alleato degli americani nel Medio Oriente. Mica le si può intimare di smettere di finanziare i Jihadisti?
La Russia si sente circondata da una parte dalla Nato, dall'altra dai cinesi e cerca di rifarsi dell'egemonia persa negli stati dell'est europeo con colpi di coda nello scacchiere mediorentale. Per non perdere la faccia gli si fanno degli embarghi per mostrare che la Nato sostiene l'Ucraina, sennò chi ci da il gas (sì, proprio quello che serve a far bollire l'acqua per fare la pastasciutta. Più del 30% proviene dalla Russia)?
Gli Stati Uniti, come fanno ad impedire alla potente lobby dei costruttori d'armi d'arricchirsi?
I Paesi della Cee con la crisi che attanaglia il continente e con le fabbriche che chiudono come fanno a smettere di vendere armi (la Francia ha dovuto a malincuore bloccare la consegna di due navi da guerra alla Russia e l'Italia, ob torto collo, vende le armi ai curdi!)?
Beh, adesso a causa dell'impopolarità delle guerre nel medioriente (e vorrei vedere!) tutti gli attori stanno prendendo le distanze.
Certo è un bel guaio! Perché per salvare la faccia bisogna combattere accanto a Bashar Al-Assad  e contro i Jihadisti  (che all'inizio del conflitto furono armati per combattere contro il dittatore siriano) quindi si deve trovare una formula che consenta di dire che lo si fa senza farlo. Buona fortuna!
Ma intanto i Jihadisti, che non hanno più ufficialmente alcun alleato come fanno a finanziare la guerra?
Hanno raffinerie e pozzi. Vendono il petrolio di contrabbando!
Dio Santo, ma non lo vendono mica con una pompa di benzina! Ci saranno autobotti e petroliere che lo trasportano e qualcuno che l'acquista! Possibile che non sia possibile fermare questo commercio?
Beh, meglio fermarsi qui ... perché alla fine ci si sente presi, diciamolo pure, per il culo.

Il cielo è sempre più blu ... e si vedono le coste del Portogallo.






venerdì 5 settembre 2014

Il dito



Camminare in un bosco, ecco cosa vorrei fare!
Inoltrarmi fra gli alberi le cui cime, alte come volte gotiche, lasciano filtrare solo qualche raggio.
Sentire i rametti sul sentiero fratturarsi al mio passaggio e l'odore, non troppo forte in verità, dei vecchi tronchi putrescenti.
Farmi sorprendere dal frullare del volo di qualche uccello che lancia brevi richiami.
Ecco dove vorrei essere! ... ed invece sono seduto su una poltroncina d'un treno ad alta velocità e sto attraversando la Francia.
I miei compagni di viaggio hanno tutti l'aria distratta.
Molti, sprofondati nei loro posti, sonnecchiano, altri strimpellano sul computer ed alcuni coll'indice fanno scorrere sui tablet le immagini del mondo intero nell'illusione di possederlo. Con pochi gesti della falange si recano nella striscia di Gaza, in un villaggio turistico in Thailandia, in Ucraina, sulle spiagge di Marrakech, in Iraq, nel loro social network, nell'archivio delle fotografie di famiglia, nel Parlamento Italiano, nel sito sportivo e poi si va (perché no?) su Youtube, Google Map e su altre diavolerie ... il mondo in uno schermo di plastica! Richiami un'immagine con un dito e poi la cacci via!
Non c'è una vera analogia, ma ogni volta che vedo qualcuno far scivolare le immagini su un tablet coll'indice io penso all'affresco della cappella Sistina di Michelangelo. 
Avete presente la scena centrale in cui Dio col dito sfiora la mano di Adamo adagiato in posa indolente? Ecco proprio quella! ... e mi chiedo se anche noi non ci sentiamo un po' come Dio quando interagiamo con un tablet! Il nostro dito è pieno di potere e, perché no, può dare anche la vita!
Io ancora non ho un tablet ... resisto ... ma so che m'illudo perché tanto capitolerò anch'io, come tutti!
Un signore, facendomi sussultare, mi si siede accanto.
Deve avere la mia età. Indossa un abito di qualità ma non porta la cravatta. I capelli sono brizzolati, forse più sul bianco che sul castano.
S'accorge d'avermi spaventato e con un sorriso ed un tono di voce caldo come il pane da poco sfornato mi dice pardon! Gli rinvio un sorriso tranquillizzante.
- Michel! - dico riconoscendolo.
- Italò ! - dice lui ... ci frequentavamo diversi anni fa ... inutile chiedere ad un francese di pronunciare il mio nome senza la "ò"!
- Che coincidenza! Vai anche tu a Nancy?... ma quanti anni sono passati? -
- Sei, sette? -

Michel ed io ci frequentammo per qualche anno assiduamente. Gli volevo bene. Era un buon amico, dall'animo sensibile, forse troppo. Poi ... i nostri incontri si diradarono. 
Certo, che mi ricordo la causa del nostro allontanamento! 
Di nome faceva Antonia era originaria di Siena e faceva l'astrologa.
S'erano incontrati da qualche parte ma secondo il mio amico Giovanni, che li conosceva entrambi, internet fu galeotto!
Una bella coppia, niente da dire anche perché erano entrambi avvenenti ... lui, architetto d'interni d'un certo successo; lei, vedova con due figli proveniente da una famiglia dai vecchi fasti ma con le pezze al culo. Le antiche glorie le davano un portamento altero, anzi altezzoso, ma nulla di più.
Il rapporto fra i due si rivelò burrascoso e noi amici spesso dovemmo assistere a scenate invereconde seguite da rappacificamenti focosi!
Non tardò molto ma Antonia cominciò a giocare con me alla seduzione procurando al povero Michel una ingestibile gelosia. Non capii mai il comportamento della donna le cui attenzioni (almeno quelle apparenti) non erano giustificate da alcuna mia attitudine.
Con svariati pretesti m'allontanai dalla coppia essendomi sempre trovato a disagio nel recitare in canovacci  di "lui, lei e l'altro".
Progressivamente anche gli altri componenti della nostra ristretta comitiva presero le distanze dai due che gradualmente si confusero con il resto della popolazione mondiale.

Cominciamo a farci i complimenti con Michel, dicendoci l'un l'altro che non siamo poi così invecchiati.
- E tu, con la prostata come vai? - ad una certa età questo argomento serve a ristabilire della cameratesca complicità anche a distanza d'anni. 
- Non c'è male! Per adesso, tutto bene. Gli esami sono ok ... perché non mi chiedi di Antonia? -
C'è della pena nei suoi occhi.
- Perché dovrei? - dei segnali d'allarme s'accendono nella mia testa.
- Perché eravate amanti. - c'è qualcosa d'incrinato nella sua bella voce.
Lo guardo. Non so come rispondergli. Faccio l'indignato? ... il sorpreso? ... il divertito? ... l'ironico?
- No, mai ... è un'idea che non m'è mai entrata neanche nell'anticamera del cervello. - dico alla fine con un tono incolore.
- Ma lei diceva che tu le telefonavi sempre per avere degli appuntamenti. - l'espressione penosa non abbandona il suo sguardo.
- Balle ... solo balle ... forse è un po' mitomane, Antonia. Asserisce ancora che l'astrologia è una scienza esatta perché praticata a Babilonia? Fa ancora la santona di Reiki? -
- Sì, certo ... ha messo su una comunità di vecchiette che manipola come vuole! E' un po' di più che una mitomane ... forse è peggio ... con lei la relazione è finita da due anni!  Scusa per la domanda. Ma ho molto sofferto. -  sorride tristemente come se mi stesse ricordando la fine d'una brutta avventura.
Sospiriamo entrambi. Io, forse, per noia.
- Antonia è malata, malata di testa. - esordisce Michel.
- Un tumore? -
- Ma no! Ha un sacco di paranoie che si associano anche ad una forma di bipolarismo che s'aggrava col tempo ... ci ho messo quasi cinque anni per accorgermene! Non avevo mai incontrato persone con problemi d'instabilità ... difficile viverci! Non la capivo ... ha delle grosse difficoltà nella relazione con gli uomini. -
- Beh, su questo qualche idea me l'ero fatta! -
- ... è in conflitto col sesso maschile e cerca di annientarlo ... con me c'era quasi riuscita. Mi aveva portato quasi al suicidio. -
- Come? -
- Ho tentato il suicidio! -
- Michel! -
- ... tutti quei litigi, quegli attacchi ingiustificati, quelle umiliazioni, la violenza verbale ... son dovuto andare sotto analisi! ... è come una mantide religiosa: prima tromba il maschio e poi se lo mangia ...! Ma lei non se ne rende conto, perché è malata ... ma per chi gli sta vicino è una prova difficile! -
- Ma addirittura il suicidio ... non eri un po' depresso per altre ragioni? -
- No, ti giuro ... un essere come lei è capace di tutto ... un caso clinico! -
- Mio povero Michel ! ... scusa tu ne sarai stato innamorato ... malata o non malata ma per noi amici era solo una grossa stronza! ... ed adesso? -
- Mi manda degli e-mail pieni d'insulti e m'accusa di colpe assurde, ingiustificate. Mi fa dello stalking. E' la regina dello stalking... ma io l'ignoro! -
- Cambia indirizzo e-mail! -
- Non posso, è quello dell'ufficio. -
Guardo fuori dal finestrino.
Una foresta di pioppi sfreccia oltre il vetro ... forse è quella stessa in cui mi sarebbe piaciuto andare oggi. Mi farebbe sentire protetto.
Sono refrattario a queste vicende: sono solo delle relazioni tossiche, prendono energia, consumano gli animi e non producono niente di buono se non sofferenza e fors'anche cattiveria!
Lontano, fra due collinette, giace un laghetto dalla superficie piatta e lucida come se fosse di vetro. E' proprio bella la campagna francese. Così ordinata!
La verità è che sono insofferente a tutti questi tormenti da società del benessere. Il resto del mondo ha ben altri motivi per soffrire!
Mi volto verso Michel.
- Di' un po' ... ma ho l'impressione che tu da questa storia ancora non ne sia uscito! Mi sbaglio? -
- No, in effetti la sto ancora smaltendo. Ho ancora l'immagine di tutte quelle litigate, urla, grida ... il mio analista mi ha detto che ci vorrà del tempo. -
- Permetti? - chiedo.
- Permetti ... cosa? -
- Questo ... - e gli passo l'indice sulla fronte - ... se funziona con i tablet ... magari ... sai, non si sa mai.! Tentar non nuoce! Eppoi costa meno d'un analista! -