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sabato 2 agosto 2014

Voci ...


- Ma come cavolo è possibile? -
- Di cosa parli? - chiedo di rimando a Giovanni.
- Di come ancora in Francia la restaurazione anti-rivoluzione non sia finita? -
- Continuo a non capire. -
- Ma non lo vedi che qui tutte le leve del potere sono tenute da un oligarchia che cerca di trasferire il comando da una generazione all'altra? -
- Certo che lo vedo, siamo in Francia ... la classe dirigente ha fatto les Grandes Ecoles. Non è mica una scoperta? Per arrivarci si devono sostenere delle selezioni molto dure e solo i più dotati arrivano fino in fondo. -
- Questo è quello che vogliono far credere a te! -
Oggi Giovanni è girato male. Siamo seduti su una panchina nel giardino dell'Ile de Neully, all'ombra d'un platano, circondati dalle grigioverdi acque della Senna. Di fronte a noi i grattaceli della Défense.
- A me possono far credere quello che vogliono, tanto non me frega niente! ... scusa, ma cosa c'entra con la rivoluzione? -
- Ma non l'hai capito: sono una casta ... chi ha fatto il Politecnique ci manda il figlio che per essere ammesso alla selezione deve fare le migliori scuole. Per frequentare le migliori scuole bisogna vivere nei migliori quartieri e si deve iniziare già dalle elementari, sennò non ti fanno entrare nelle buone medie che ti aprono le porte per i buoni licei. Quindi alla fine si raggruppano fra di loro, negli stessi arrondissement, nei medesimi quartieri ed affollano le stesse vie. Si ghettizzano ed alla fine cominceranno a sposarsi fra di loro ... come i nobili! -
Ho in tasca del pane che mi sono portato apposta ... adoro dare da mangiare agli uccelli! Preferisco i passerotti ma dopo un po' arrivano sempre i piccioni.
- Ogni paese ha il suo schema per creare le sue oligarchie ... cosa credi che negli Stati Uniti sia tanto diverso? Ed in Italia? -
- No, in Italia ... e diverso. Tutto funziona per cooptazione ... -
- Vuoi dire raccomandazione. Nel nostro paese c'è il mito della raccomandazione, del clientelismo ... se dovessi scegliere preferisco ancora il modello francese ... eppoi anche noi siamo stati capaci di creare delle oligarchie ... lascia perdere i "boiardi di stato", figli del clientelismo di cui sopra ... ma ricordati dei tempi di Cuccia ... ormai molti hanno dimenticato, ma io me li ricordo tutti gli adepti del club "Gemina" ... piazzetta dei Filodrammatici, dietro la Scala ... il potere economico degli oligarchi italiani. Ed il club "Agnelli"? ... lo sapevi che l'avvocato Agnelli ha creato una stirpe di manager procreandola direttamente con tante donne della buona società torinese ... le trombava e le metteva in cinta ed i cornuti dei mariti erano ben felici di fornire il loro cognome. Alcuni dei nomi noti della nomenclatura economica e finanziaria italiana sono discendenti naturali del grande Avvocato! Ormai sono vicini alla pensione, ma hanno avuto questa origine! -
Giovanni mi guarda. Mentre lancio un pezzetto di pane in mezzo ad un gruppo di passerotti che se lo contendono. Un grosso piccione arriva e s'appropria del cibo destinato ai piccoli litigiosi.
- Era un gran scopatore, allora! -
- Sì  ... non è un caso che abbiate il nome in comune! -
Ride.
- Non ci avevo mai pensato. Ma tu come le sai tutte queste cose? -
- Voci ... voci alquanto ben accreditate! -
- Io  invece, raccolsi delle voci a proposito del fratello ... Umberto. Lui amava i giovani calciatori ... -
- Voci ... -
- Sì, voci ... mi passi un po' di pane? -
- Me n'è rimasto un pezzetto. Tieni ... e tu come vai con la tua attività sessuale? Hai scoperto nuovi confini? -
Prende il pane, ne fa diversi pezzetti e li lancia in contemporanea fra i passerotti.
- Ecco, così  non litigate, stupidi! ... niente di nuovo ... sempre le solite cose. Sai che ti dico? Incominciano ad annoiarmi. -
- Ti credo poco, da quando ti conosco che non sai tenere fermo quel tuo pisello! ... notizie delle nostre ex-fidanzate? -
- Irrimediabilmente lesbiche. -
I passerotti sono ormai volati via ... è rimasto solo il piccione in attesa.
- ... e noi chi siamo? Cosa facciamo qui? - mi domanda all'improvviso.
- Non siamo nessuno e non apparteniamo a nessuno ... siamo uomini liberi. -
Poco lontano dai nostri piedi atterra un passerotto.
- Troppo tardi ... uccellino ... mi spiace. - dico al volatile.
Giovanni lo guarda e mettendosi le mani dietro la testa s'allunga e comincia a canticchiare un motivetto che era in voga fra noi bambini quando ascoltavamo lo Zecchino d'oro.
- Un passerotto ... Col fiocco rosso ... Mi è volato sulla mano ... Poi saltellando ... Tra dito e dito ... Mi ha beccato piano piano ... Il passerotto ... dal culo rotto ... -
... prevedibile!