Translate

giovedì 28 agosto 2014

Il parrucchiere


In genere si dice che si tratta solo d'una pennichella.
- Vado giusto a farmi cinque minuti di sonno. Il caldo ed il tempo passato in barca mi hanno spossato! -
Erano le tre di pomeriggio.
- Papà, prima che tu vada a letto, ricordati di venirmi a prendere dal parrucchiere in paese, voglio farmi tagliare un po' in capelli. -
- Tagliare i capelli? Perché? Ho sempre sognato una figlia con i capelli lunghi come Rita Hayworth! -
- Giusto qualche centimetro per pareggiarli! -
- Non può venire tuo fratello a prenderti? -
- No, lui mi ci porta. Poi va a Siracusa. -
- Ok, dov'è questo parrucchiere? -
- Vicino alla chiesa del Carmine. Sta dentro una palazzina verde cinabro, non ha bottega. Lavora in nero perché ancora non ha la licenza. Ma dicono che sia molto bravo! -
- Sì, dicono tutti così  per non pagare le tasse! Come si chiama? -
- Pippo Amutanna ! -
- Ma stai scherzando? -
- Perché? Lo conosci? -
- No, ma a mutanna  significa "le mutande" (in siciliano si può dire al singolare; nota del traduttore)! -
- Che ne so io? Mica sono siciliana. La figlia di Corrado (che va da lui) mi ha detto che si chiama così! -
- Eh certo, tu non sei siciliana ... sei nata nel continente! Ok, verrò a prenderti. A che ora? - sentivo le forze mancarmi tanto il sonno m'annebbiava i sensi.
- Verso le cinque e mezza. Qui sono un po' lunghi! ... ricordati la palazzina verde cinabro! -
- Sì, certo la palazzina verde! Non ce ne saranno mica ventimila a Noto! La troverò! -
Non so perché, forse per essere ben sicuro d'addormentarmi, ma lessi tre righe d'un noioso libro in inglese che m'ostinavo a voler terminare e piombai dentro un buco nero che sembrava senza fondo. Precipitai fino al centro della terra.
La risalita fu faticosa, quasi disperata e raggiunsi la sommità del pozzo dopo esser rimasto nell'oscurità giusto per qualche minuto.

Spalancai gli occhi e dalle persiane notai che la luce proveniente dall'esterno era meno feroce.
Guardai l'orologio: le cinque e mezza! Alla faccia della pennichella!
Mia figlia, il parrucchiere, Pippo Amutanna, la casa verde cinabro (cos'è il cinabro?), la chiesa del Carmine. Sì, ma dove esattamente?
Recuperai il mio "marchingegno" tuttofare e chiamai mia figlia. Non rispose e dopo vari tentativi m'accorsi che lei non aveva "campo". Sempre con lo stesso "coso" cercai sulle Pagine Bianche Pippo o Giuseppe Amutanna  residente in Noto... inesistente!
Ma che scemo! ... avrei dovuto immaginarlo a mutanna è l'nciuria ... il soprannome! 
- In Sicilia tutti ce l'hanno, ma come ho fatto a non pensarci! Se lo racconto in giro faccio morire dal ridere anche i polli! -
Telefonai a Corrado, di sicuro lui l'avrebbe saputo!
- Ah, ciao Itolo. Mi sembri un poco addummisciuto (addormentato; ndt). Manciasti pisanti (hai mangiato cose difficili da digerire; ndt)? ... ah, vuoi sapere dove sta Pippo a mutanna? ... io non lo frequento tanto ... pare che sia ricchione (omosessuale; ndt) ... io non ci vado, alla mia età vuoi che vada con i ricchioni? ... ma che mi sei finito nell'altra sponda? ... ti sto scherzando ... ho capito, hai fretta ... mi pare che stia vicino alla chiesa del Carmine in una palazzina verde cinabro. Mia figlia Concetta, lo deve sapere ... aspetta che la chiamo ... vieni Cettina che c'è Itolo che ti deve chiedere una cosa. Ciao Itolo, ci vediamo. -
Trascorse giusto qualche secondo.
- Pronto signor Itolo, buon giorno ... ah, vuole sapere dov'è Pippo a mutanna? Dove c'è la chiesa del Carmine ... ah, lo sa già! Vuole sapere la via? ... A fianco della chiesa, in via Ruggero Settimo ... sulla sinistra a cinquanta metri c'è una casa  verde cinabro ... sì, verde cinabro, si ricordi. Arrivederci, arrivederci. -
Non sopporto arrivare in ritardo e quindi mi precipitai giù dalla collina dove abito, rischiando di rompere la coppa dell'olio lungo la trazzera che m'immetteva sulla strada provinciale.
Entrai in Noto e miracolosamente trovai posto non lontano dalla chiesa del Carmine.
Le sei e venti.
Seguii le indicazioni di Concetta/Cettina.
Trovai la casa verde, anzi ne trovai quattro ... quattro palazzine verdi ognuna con una tonalità differente.
- Ma che minchia è il verde cinabro? Mai sentito. Da dove esce fuori?  ... dove lo trovo adesso Pippo a mutanna? ... qua sembra che tutti conoscano il verde cinabro ... mi sento così stupido! Come posso aver vissuto fino ad adesso senza conoscerlo? -
M'avvicinai ad un signore anziano seduto su una seggiola fuori dell'uscio evidentemente in attesa che l'aria del vespero s'intiepidisse.
Per nascondere la mia ignoranza mentii.
- Buonasera, sono daltonico. Posso chiederle una cortesia? -
L'uomo aveva gli occhi chiari ed i capelli canuti. La pelle del viso era percorsa da una fitta rete di rughe probabilmente originate dalle lunghe esposizioni al sole. Da giovane doveva esser stato un contadino. Si alzò  in piedi e mi porse la mano. Gliela strinsi.
- Piacere, sono Giuseppe Sinatra. Come posso servirla? - si presentò.
- Piacere mio. Sono daltonico ed avrei bisogno d'un piacere. -
- Certo, signor Daltonico, mi dica. -
- No, non mi chiamo Daltonico ... sono daltonico! -
- Ma che? Mi sta babbiando? -
Ormai, dovevo uscire da quel tardo pomeriggio surreale e tagliai corto.
- Sto cercando Pippo a mutanna. -
- Ah, mio nipote! ... parlano male di lui, ma è tutta invidia! -
- Certo, ma dove lavora? -
- Qui di fronte, nella palazzina verde cinabro. -

Mi svegliai disperato e tutto sudato.
-  ... no, adesso basta! ... i peperoni arrostiti mi restano sullo stomaco ... non li digerisco più! -
Guardai l'orologio: le cinque e mezza!


P.S.: questo post lo dedico a Maria Gabriella, mia ex-moglie, vera ispiratrice del racconto.