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martedì 22 luglio 2014

Mai confondere la granata con la granita!


Sono seduto sul muretto, ai miei piedi Neve, la cagna bianca.
Corrado s'avvicina, ha finito d'innaffiare.
- Torno a casa. - m'annuncia. E' uno dei miei vicini, è in pensione ed aiuta mio figlio nella cura del terreno facendo piccoli ma utili lavori.
- Comincia a far caldo. - commento.
- Sfido io, se non ora quando? Siamo a metà luglio. -
Certo, ha ragione pure lui! 
Trascorro il week end a Noto preso da subitanea nostalgia. Approfitto che il 14 luglio sia festa in Francia per farmi un fine settimana lungo. Se potessi fare queste fughe più spesso, la vita mi sembrerebbe più lieve.
- Quando torni? - mi chiede.
- Fra quindici giorni! Le mie sospirate vacanze ... finalmente trascorrerò un po' di tempo nella mia campagna. Faremo una bella festa. Come l'anno scorso ... - 
E' bello rivedersi ogni anno, sempre nello stesso periodo. Sembra che nulla sia cambiato se si evita di cercare negli altri il segno del tempo.
- ... la faremo con le stesse persone dell'anno scorso. -
- No, non con tutte. -
- Chi è che non viene quest'anno? -
- Marianne ... è morta. -
Era una donna minuta, sempre sorridente. Viveva sola da tempo a Metz. Suo marito se n'era andato un decennio prima con una più giovane. Marianne aveva uno sguardo buono.
- Ma che mi dici? -
- L'hanno trovata morta sul suo letto a Pasqua. -
- Di cosa è morta? -
Corrado alza le spalle.
- Boh, non si sa! -
- Come non si sa? Sarà morta di qualcosa, no? -
- Che importa ormai saperlo? ... morta è morta ... sola ... nella vita non sai mai quello che ti possa capitare. Ti svegli la mattina e non sai se è la tua ultima giornata! Nel suo caso, lei s'è addormentata senza sapere se si sarebbe risvegliata. Guarda cos'è successo a me? -
- Cos'è successo? -
- M'è scoppiata una granata in faccia. -
Guardo il suo volto ... beh, non è quello del Davide di Donatello ma mi sarei aspettato di peggio da uno che ha avuto una granata esplosa sul viso. In effetti ha un occhio che va un po' per conto suo, sembra un difetto come altri come può capitare a chi è affetto di strabismo?
- E' di vetro. - mi dice indicandomelo - Quello vero dopo l'esplosione mi pendeva fino all'altezza della guancia. -
Oh, mio Dio!
- Ma mi dici il vero? ... sei troppo giovane per aver fatto la guerra. -
- Ma quale guerra? Stavo puliziando un fienile. -
 Il mio sguardo perplesso chiede un supplemento di spiegazione.
- Lavoravo per uno che aveva la fattoria ... stavo pulendo il piano superiore del fienile quando col rastrello ho incagliato una granata! Tirandola verso di me ho innescato il detonatore e ... boum! ... -
La cagna bianca fa un soprassalto e si rizza sulle zampe guardando Corrado. L'uomo per meglio mimare lo scoppio ha sollevato le braccia con le mani penzolanti.
Neve l'osserva preoccupata e poi s'accuccia di nuovo dopo avergli indirizzato un rimprovero che comincia con un leggero guaito e che muore con un sordo brontolio.
- Ma com'è stato possibile? ... cos'era un residuato bellico? -
- ... sì, un residuato bellico?! Ma che dici? Lì, quella granata ce l'avevano portata! ... come anche il resto! -
- Il resto? -
- Sì ... fucili, mitragliatori, detonatori, pistole ... un vero arsenale! Un miracolo che non sia saltato tutto in aria! ... io non ricordo niente se non che ad un certo momento, mentre stavo tirando verso di me il rastrello, tutto è divenuto nero!  Mi hanno raccolto dieci metri più in là! -
- Ma di chi era tutta quella roba là? -
- Non lo so e non lo voglio sapere! ... i carabinieri sanno tutto ... io non voglio sapere ! -
Alza le mani in aria come se io lo minacciassi con una pistola e rivolge gli occhi al cielo ... anzi uno solo perché quello finto continua a fissarmi!
- Ma come? ... ti hanno reso guercio e tu non vuoi sapere niente? ... ma chi erano? Mafiosi? ... il tuo padrone era un mafioso? -
- No, lui no ... ma i suoi amici sì. -
- Ah ok, abbiamo capito! ... ma ti hanno risarcito, almeno? -
- Certo ... il mio padrone. -
- E gli altri? I suoi amici? -
- Ed io che ne so? Mica li conosco! ... se ne sono occupati i carabinieri! -
Il suo occhio ancora buono mi guarda ed attraverso esso vedo una vita di stenti in cui si è abituati a portare il capo chino, non in segno di remissione, ma per meglio guardare il punto dove ci si deve concentrare per lavorare: una zolla da zappare, un muro da imbiancare, una tavola da inchiodare, della malta da trasportare su una carriola ... lavori semplici ma necessari perché a casa ci sono delle bocche da sfamare. Quello che c'è attorno non interessa, non serve a guadagnare onestamente.
I nostri tre occhi s'osservano e si dicono tante cose ... ci capiamo.
Corrado è come quelli di una volta ... quegli uomini che non esistono più. Gli puoi togliere un occhio ma lui va avanti, caparbio, senza sentire la fatica del vivere. La sua reticenza si può chiamare anche omertà  ma sapere o non sapere, parlare o non parlare cosa cambia? Io la chiamo rassegnazione ... l'omertà implica collusione e Corrado è un uomo profondamente onesto.
- Ciao, io torno a casa. - mi dice - Ci vediamo domani, passo a salutarti prima che tu parta. -
- Sì, ci vediamo domani. Salutami Rosaria. -
Lo vedo allontanarsi colla sua andatura dondolante come quella d'un pattinatore. Lo seguo con lo sguardo fino a che la sua figura minuta non sparisce oltre la curva.
Mi chino sulla mia cagna, le prendo il muso con le due mani e glielo strattono affettuosamente.
Lei mi guarda con degli occhi acquosi e pieni d'incontenibile fiducia.
- Ma che minchia d'isola è questa qui, Neve? Ma come siamo fatti noi siciliani? - le chiedo.