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lunedì 5 maggio 2014

Mrs Robinson (1) ...


Il telefono vibra e lo schermo s'illumina.
Guardo il numero. Francese, prefisso di Parigi.
Non rispondo. Quando non riconosco il numero non rispondo quasi mai. M'è capitato di cadere in trappole telefoniche e quindi evito di finirci ancora. Se si tratta di qualcuno che vuole parlarmi mi lascerà un messaggio ed io richiamerò.
Ripongo il telefono nella tasca interna della giacca e riprendo a far finta di seguire la riunione.
Dopo un po' sento il pling discreto del messaggio ricevuto. Lo ascolterò più tardi.
Trascorrono neanche dieci minuti ed il telefono vibra ancora contro il mio cuore.
Lo stesso numero.
Mah ... perché questa insistenza?
Lo ripongo ancora.
Pling.
Comincio a farmi suggestionare dall'ansia.
Chi potrà mai essere? La telefonata non viene dall'Italia, quindi non deve riguardare nessuno della mia famiglia. Forse è successo qualcosa nel mio appartamento? Una fuga d'acqua dalla lavatrice? L'ho messa in azione stamattina prima d'uscire. Forse un vicino.
Scivolo fuori dalla mia sedia e cerco di guadagnare l'uscita come qualcuno che a causa dei problemi di prostata non riesce più a trattenersi.
In corridoio compongo il codice che mi mette in contatto con la mia segreteria telefonica: due messaggi provenienti dallo stesso numero.
La voce è femminile, leggermente tremula come se appartenesse ad una donna un po' in là con l'età.
"Bonjour sono Madame Robinson. Io sto bene e l'albergo è di buon livello. Da un po' di giorni non vedo Pierre ed allora mi sono detta che fosse opportuno di telefonare al gabinetto d'avvocati Leroux-Normant. Pierre m'ha detto che devo telefonare in caso di bisogno. Spero che abbiate la gentilezza di chiamarmi. Bonne journée."
Il messaggio vocale è in inglese, buon inglese per quello che m'è possibile valutare.
Ascolto anche il secondo messaggio.
"Bonjour sono Madame Robinson. Io sto bene e l'albergo è di buon livello ... entrez ... da un po' di giorni non vedo Pierre ed allora mi sono detta che fosse opportuno di telefonare al gabinetto d'avvocati Leroux-Normant ... attendez, s'il vous plait ... Pierre m'ha detto che devo telefonare in caso di bisogno. Spero che abbiate la gentilezza di chiamarmi. Bonne journée."
Le parole in francese tradivano l'accento anglosassone. Qualcuno deve averla disturbata mentre parlava.
La donna, probabilmente anziana, è di certo straniera.
Ripongo il telefono nella la tasca interna della giacca e ritorno dentro la stanza delle riunioni.
Uno scherzo, certo uno scherzo ... ma chi può essere?
Vuoi vedere che è quel fesso di Giovanni?
Magari s'è messo d'accordo con qualcuno ... c'è da aspettarselo.
D'accordo ma cosa centrano le parole in francese?
Dentro la mia giacca il telefono vibra ancora.
Dio Bono, questa non smette mai? Come faccio a bloccare? Forse ci sarà un opzione? Probabile. Con tutti questi gadget che mettono dentro questi "cosi", come dice mio padre, qualche comando ci deve pure essere.
Pling.
- Beaucoup de messages.- mi sussurra il mio vicino, un omone ex rugby-man con un panzone che sembra un otre.
Io gli sorrido e con gli occhi gli dico: fatti i cazzi tuoi!
... ... ...
Torno nel mio ufficio.
- Giovanni, ma ti sembra normale farmi degli scherzi telefonici? - chiedo al mio amico senza neanche dargli il tempo di dire "pronto".
- Ma che minchia dici, Italo? -
- Dico che non è il caso che tu mi faccia chiamare da una che fa la tenera vecchietta inglese. -
- Ma a te ti pare che ho tempo da perdere? -
- Che ne so io? C'è una che mi ha telefonato diverse volte lasciandomi messaggi. Parla in inglese e sembra un po' anziana. -
- Che adesso, te la fai con le vecchiette? -
No, Giovanni non deve centrarci niente.
- Smettila. Deve essere una che sbaglia continuamente numero. Mi deve aver preso per uno studio d'avvocati ... un certo Leroux-Normant. -
- Caspita, uno dei migliori! ... quello dei ricchi, della vecchia nobiltà. -
- Sì, deve essere uno sbaglio ... l'informerò che ha sbagliato numero. -
- Sì, bravo ... quand'è che andiamo a pranzo assieme ... volevo raccontarti ... -
- Lo so, lo so cosa vuoi raccontarmi ... delle tue orgette mascherate! -
- Se sapessi! -
- Un'altra volta, va bene? -
- Ok, ciao. -
- Ciao. -
Controllo nella memoria del cellulare il numero della misteriosa voce. Lo trovo e lo digito.
- Alò, Maison de Retraite Foch, cosa posso fare per lei? -
Una casa di riposo?
- Bonjour, sono Italo Persegani. Qualcuno ha chiamato più volte dal vostro numero evidentemente sbagliando. -
- Capisco. Le passo la responsabile. -
La responsabile, de che?
- Alò, Madame Fournier. -
- Bonjour Madame, vi chiamo giusto per avvertirvi che qualcuno chiama dal vostro numero cercando d'entrare in contatto con un gabinetto d'avvocati. -
- Deve essere sicuramente uno dei nostri ospiti. -
- Probabilmente, si chiama Madame Robinson. -
- Ah sì, certo è una delle nostre clienti. La informeremo subito. Ci scusi per il disturbo e grazie per averci chiamato. -
- Non c'è di che. -
- Bonne journée. -
- Bonne journée. -
Dunque una vecchietta, una povera vecchietta in un ospizio.
Poverina, sento il cuore stringersi. Forse ha bisogno d'aiuto. Ma chi è il Pierre che non vede da diversi giorni? Suo figlio, forse.
Guardo fuori alla finestra e penso a mio padre.