Translate

sabato 10 maggio 2014

La patente perduta



- Caspita, ho perso la patente!-
I miei due figli non rispondono. Uno è chino sul suo pc in procinto di scrivere e l'altro (il più politicamente impegnato dei tre) legge il giornale.
Li guardo disperato e ferito dalla loro indifferenza.
- Avete visto la mia patente? - nella mia voce c'è tutta la mia sofferenza.
- No, papà, non l'abbiamo vista. - rispondono quasi all'unisono tutti e due senza risparmiarmi un po' di cantilena.
- Ero sicuro d'averla messa nella tasca posteriore dei jeans con la carta di credito. Adesso non la trovo più. forse l'ho lasciata nel giaccone ieri sera quando sono uscito? - la domanda la faccio a me stesso.
Recupero il soprabito ed ispeziono tutte le tasche, lo rifaccio più volte. All'inizio a casaccio, poi con più metodo.
- Tieni, controlla anche tu. - dico al mio secondogenito porgendogli il giaccone. Oltre ad essere il politico di famiglia è anche il più meticoloso. Sarò io suo padre naturale?
- No, papà, non c'è niente. - sentenzia.
- Caspita, allora l'ho proprio persa! ... forse ieri quando sono andato al supermercato! -
- Oggi è domenica ... potresti andare domani a controllare. - propone il primogenito
- Domani mattina parto ... devo andare a fare la denuncia! Che scocciatura! -
- T'accompagno dai carabinieri. -
- No, faccio da solo. -
- Ma se non hai la patente! - mi ricorda il secondogenito.
- Chi vuoi che mi fermi? Devo solo andare in paese, neanche due chilometri ... eppoi oggi è domenica! -
Mi guardano entrambi con uno sguardo accusatorio.
- Hai fatto tante storie perché il nonno guidava senza patente ed adesso tu fai lo stesso. - dice il primogenito.
Non rispondo, prendo le chiavi della macchina.
- Ciao ragazzi ... sarò di ritorno fra un'oretta. -
Anche loro mi salutano ma mentre esco faccio in tempo a sentire:
- E' testardo! Se è così  a quest'età chissà come sarà quando avrà l'età del nonno? -
... ... ...
Sono davanti all'entrata della caserma. Premo il pulsante del citofono. Un "click" ed il cancello s'apre.
Attraverso un cortile e dopo aver salito una rampa mi ritrovo di fronte ad un signore ultra quarantenne un po' pacioccone vestito da carabiniere. Dalle mostrine sembra che sia un appuntato scelto. Mi guarda oltre un ampia vetrata blindata. Stranamente la porta è spalancata rendendo totalmente inutile la protezione del vetro blindato. Chiunque potrebbe entrare dentro l'edificio senza trovare alcuno ostacolo, ma io sono disciplinato e non faccio un passo di più. Mi fa segno di premere un bottone del citofono. Il militare solleva la cornetta.
- Buon giorno. -
- Buon giorno a lei. - rispondo ed accenno un sorriso - Ho perso la patente e vorrei fare una denuncia di smarrimento. -
- Non si fa più. -
- Come non si fa più? ... ed io come faccio a riavere la mia patente. -
- E' complicato spiegarglielo. -
Sento ... sento che arriva la sensazione sgradevole di panico quando mi trovo di fronte ad un problema burocratico.
- Perché è complicato? -
- Perché non si fa più la denuncia. -
Sorrido ancora ma so che la mia espressione è quella di colui che chiede pietà.
- Ho capito: non si fa più la denuncia ma cosa si fa, allora? Io vivo all'estero e domani lascio l'Italia. -
L'istinto inquisitore prende il sopravvento nel militare.
- Dove vive? -
- In Francia. -
- In Francia, dove? -
- Ad Asnières ... vicino Parigi. -
- Bella Parigi! Mio cugino c'è stato. -
- Sì, bella. Ma cosa facciamo per la mia patente? -
- Mannaggia, oggi è domenica ... - sembra veramente dispiaciuto - Quelli del numero verde a Roma non lavorano, smettono venerdì! -
- Capisco ... ma a cosa servono quelli del numero verde? - 
- Mi avrebbero detto cosa fare. -
- Ma da queste parti nessuno perde le patenti? -
- Non lo so ... io non me ne sono mai occupato. Forse vanno dalla Polizia. -
- Dai Carabinieri la gente non ci va? -
- Sì, certo ... ma qui vengono per fatti più gravi: furti, litigi, risse, vandalismo ... -
- Mi spiace ... io ho solo perduto la patente. Andrò dalla Polizia. -
Mi guarda pensoso ... che io vada dalla concorrenza non gli piace proprio.
- Aspetti ... ho un'idea! Entri dentro. -
Accetto l'invito, tanto non ho niente da perdere.
- Adesso telefono ad un collega a Siracusa ... lui ci aiuterà! Prego, s'accomodi. - e m'indica una sedia accanto all'ingresso della vetrina blindata. Compone un numero.
Lo guardo e mi chiedo che caspita di precauzioni adottano i Carabinieri ... se fossi un malintenzionato ... evidentemente non lo sono.
- Pronto, sono Corrado ... ciao Angelo, come stai? ... la famiglia? ... anch'io, tutto a posto! Senti Angelo c'è un signore che ha perduto la patente ... vive all'estero, in Francia e precisamente a ... come si chiama la città? - mi chiede coprendo con la mano il microfono.
- Asnières -
- ... ad Annierre, vicino Parigi ... e che ne so io? Si chiama così! - mi sorride come per dire "lo perdoni, è un ignorante. Non conosce il mondo!"
Anch'io lo guardo ed assumo l'espressione desolata di chi vorrebbe dire "ma come si fa a vivere senza conoscere Asnières? ".
Lui continua la sua conversazione.
- Tu mi confermi che la denuncia non si fa più? ... e gliel'ho detto io! ... ma come possiamo fare? Parte domani ... ma noi Carabinieri non le trattiamo queste pratiche? ... ah bene ... mi fa piacere ... anche noi possiamo farlo. - lo sguardo che m'indirizza adesso vuole comunicare " ma lei credeva che fossimo da meno della Polizia?" - ... come si chiama? - mi chiede.
- Italo Persegani. -
- Italo è il nome? -
Lo guardo sbarrando gli occhi.
- Sì,  Italo è il nome e Persegani è il cognome. -
- Si chiama Italo Bersecani - dice al suo collega Angelo da Siracusa - Italo è il nome e Bersecani è il cognome. -
So cosa devo fare in questi frangenti. Gli porgo la carta d'identità.
Lui la guarda e poi si volge a me sconsolato.
- Mannaggia, ho dimenticato gli occhiali a casa! -
Gli porgo i miei.
- Aspetta Angelo che ti leggo la carta d'identità ... così siamo più precisi ... - copre il microfono - Ma lo sa che questi occhiali francesi sono proprio buoni? Ci vedo bene. -
Non ho il coraggio di dirgli che li ho acquistati dai cinesi.
Il carabiniere Corrado snocciola al suo collega tutte le informazioni contenute nel mio documento, poi resta in silenzio come se attendesse qualcosa.
- Ah bene ... una buona notizia ... la sua patente è duplicabile ... ce l'ha una fotografia? -
- No, non ce l'ho. -
- No, non ce l'ha. - fa eco l'appuntato scelto - ah ok, adesso cielo spiego ... ciao Angelo, salutami tua moglie. -
Riaggancia il telefono.
Insomma, per farla breve, se avessi una fotografia sarebbe possibile inviare una domanda di duplicato a Roma (a Roma, dove? Forse in Vaticano dove si ha qualche speranza d'ottenere dei miracoli?) e la riceverei in poco tempo al mio indirizzo. Caspita che efficienza! Ma sono in Italia?
- Mi scusi, ma com'è possibile che il suo collega fosse a conoscenza di questa procedura? -
- Perché lui in ufficio ha il pc e poi ha pure la passavuorde! ... comunque se lei trova una fotografia le faccio la domanda per Roma. Io sono di servizio fino a mezzanotte. -
- Ma dove la trovo una fotografia, oggi è domenica ... qui è tutto chiuso! Lei pensa che al consolato in Francia possano seguire la stessa procedura? -
- E perché no? ... nei consolati ci sono i carabinieri ... certamente ce ne sarà uno anche in quello d'Annierre. -
Caspita, il consolato italiano ad Asnières! Non ci avevo mai pensato! Per essercene uno vuol dire che la presenza degli italiani è folta! Non l'avrei mai sospettato! Sorrido.
Mi restituisce gli occhiali.
- Ma lei è sposato? -
- No, sono separato. -
- Ah, adesso capisco. -
- Cosa? Scusi. -
- Il colore della montatura ... questo celestino ... uno sposato non li porta così! ... forse è una moda francese.?-
Gli porgo la mano.
- Grazie mille, è stato molto gentile. -
- Non c'è di che, sono a sua disposizione ... se trova una fotografia sono qui fino a mezzanotte ... sennò vada al consolato d'Annierre con una fotografia e ci dice al mio collega che la sua patente è duplicabile perché abbiamo controllato qui in Sicilia. Mi raccomando: la fotografia è importante!-
... ... ...
Dall'altro capo del filo il funzionario del consolato italiano a Parigi mi dice che non si curano delle pratiche delle patenti. Dovrò chiedere il duplicato quando torno in Italia.
Guardo i miei occhiali cinesi dalla montatura celestina posati sul tavolo. Non so perché ma domando (forse per disperazione, magari il carabiniere siciliano aveva ragione!):
- ... lei non pensa che il consolato d'Annierre, può risolvere il mio problema senza che io torni in Italia? -