Translate

martedì 27 maggio 2014

Il voto dell'emigrato


Suresnes non è lontana da Asnieres.
E' sulla stessa sponda della Senna, un po' più a sud.

Circa una settimana fa ho ricevuto un'avviso della Posta che mi comunica il passaggio del postino. Poiché sono assente per la buona parte della giornata la "raccomandata" non è stata recapitata e quindi devo recarmi a ritirarla.
Stamattina, sabato, ci sono andato all'apertura degli uffici non senza qualche apprensione ... ho sempre paura che dentro una raccomandata ci sia sempre qualcosa di sgradevole ... beh, ne ho ben ragione ... l'ultima volta c'era una multa per aver pagato in ritardo le imposte!
Quando mi reco alla Posta lo faccio di buon'ora nella speranza di non trovare coda ma puntualmente incontro coloro che la pensano come me! 
Ci alziamo tutti per evitare di fare la fila e quindi ci ritroviamo tutti in coda! Chi se la passa meglio sono coloro che se la prendono con calma: arrivando dopo i paranoici e non trovano nessuno davanti gli sportelli.
Quindi anche stamattina ho fatto la coda.
Alla fine l'impiegato mi da la busta.
"Consolato d'Italia".
Che diavolo può essere?
Ah, certo le votazioni, il parlamento europeo. Sto ritirando la scheda con una settimana di ritardo.
Si vota oggi a Suresnes.
All'estero gl'italiani votano tra venerdì e sabato, in anticipo rispetto ai loro connazionali residenti in patria.

Per fortuna che ho il GPS in macchina sennò col cacchio che avrei trovato il seggio! 
Il posto è molto bello, quasi in cima ad una collina che domina Parigi. Si vede anche distintamente la Tour Eiffel. Come al solito si tratta d'una scuola.
Certo che bisogna aver veramente voglia di votare per venire fino a qui!
Beh, ci sono!
Sgattoiolo nel cortile della scuola e seguo le frecce che indicano il percorso da seguire: le indicazioni sono scritte nelle due lingue.
Entro in una palestra. Inequivocabilmente delle facce d'italiani, che bello! Sono in Italia senza aver avuto la necessità di prendere l'aereo!
Su una parete le liste elettorali col nome dei candidati. Perfetti sconosciuti. Certo, naturalmente tutti italiani.! Ho una forma d'idiosincrasia nei confronti dei candidati politici che si presentano nelle liste per i residenti all'estero. Anzi, non li sopporto proprio!
In genere si ricordano di te e ti scovano qualche giorno prima dell'elezione e ti riempiono la cassetta della posta di loro volantini dove ti raccontano chi sono e che cosa faranno per tutelare i diritti dei connazionali all'estero. Finite le elezioni scompaiono e si manifestano ancora in quelle successive, e così via ...! Ma che c... caspita volete? Un voto? Il mio? Perché dovrei darvelo?
Perché votare è un dovere ... e bravo tu!
Con questa storia m'avete fregato in diverse elezioni quand'ero giovane.
Io penso che il vero dovere è l'impegno del signor/a politico/a che dovrebbe veramente battersi per i suoi elettori e non ricordarsi di loro solo quando si ricercano dei voti! Ma il loro vero fine è quello d'occupare un posto in parlamento e beccarsi un buon stipendio, il comportamento talmente smaccato che diventa sfrontato! Col cavolo che avrebbero la stessa remunerazione se lavorassero seriamente!
No, non faccio del populismo ma non sopporto che mi si parli dei miei doveri quando chi li ricorda non adempie i propri.
- Devo votare dei candidati italiani? - chiedo con aria falsamente stupita ad una signora a cui affido la mia scheda elettorale e la mia carta d'identità.
- Certo, quelli i cui nomi sono affissi nella bacheca. -
- Ma sono tutti italiani! -
- Certo che sono tutti italiani. -
- Ma non siamo in Francia? Io sono cittadino europeo. -
Mi mostra la mia carta d'identità.
- Ma lei è soprattutto italiano. -
- No, io sono soprattutto europeo e vorrei votare per il parlamento europeo candidati che non siano italiani.  -
- Più italiano di lei non c'è nessuno! Si chiama anche Italo, non Euro! -
Sembra divertita ma io insisto.
- Vivo in Francia da dieci anni, perché non voto candidati francesi? -
- Beh, senta se non vuole votare, non voti ... che vuole che le dica io? -
L'ho un po' spazientita.
- Lei niente, ma se continuiamo a restare italiani, francesi, tedeschi, spagnoli o che so io, quando cominceremo a sentirci europei? -
Mi guarda ... e poi mi sorride.
- Allora, vuole votare o no? -
- Sì, voto, voto ... ma non sarebbe meglio eliminare dal calendario tutte le feste delle vittorie di una nazione europea sull'altra ... in più quelli che hanno fatto le guerre sono sempre di meno. Mi trovi qualcuno che ha fatto la Grande Guerra? Io non ho niente contro gli austriaci ... perché non facciamo una bella festa della Pace? -
- ... e qui c'avemo de novo gl'ippies: pis, lav end fridom! - dice un signore dalle chiare origini romane anche lui venuto a votare.
La signora sempre sorridendo mi porge la scheda e la matita.