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venerdì 16 maggio 2014

C'era una volta ... in Sicilia (forse una favola?) - 2


Ormai vestito di tutto punto e pronto per l'immersione Michele disse a Petralia:
- Ci vediamo fra un'ora circa. -
- Sì, dottore. - rispose il giovane agente che impaziente desiderava restare solo per gettare l'esca. Cascitta si sedette sul bordo della barca e si lasciò cadere all'indietro. Prima di cominciare la discesa sul fondo si fece passare dall'agente la torcia elettrica e la macchina fotografica.
Lentamente Michele s'immerse nel blu del mare come attratto da un profondo magnete. L'erogatore funzionava alla perfezione, il giovane prese a respirare. L'acqua ribollì sopra la sua testa. Guardò in alto le bolle argentee che vorticando salivano schiudendosi una volta giunte in superficie. Fece una capriola ed a testa in giù, pinneggiando lentamente, puntò verso la profondità. La visibilità era scarsa. Il giorno prima vi era stata una mareggiata e l'acqua era poco limpida. A dodici metri incontrò una corrente fredda che intorpidiva maggiormente l'acqua. All'improvviso, nell'incerta luce intravide il fondo marino. Folti cespugli di poseidone agitate dalle deboli correnti gli diedero il benvenuto con il loro blando ondeggiare.
Smise di pinneggiare e lasciò che il peso dei piombi lo trascinasse sul fondo. Il suo asmatico respiro disturbava quel silenzioso mondo. Arrivato sulla secca, si lasciò sprofondare fra la vegetazione ed in essa si confuse. Smise d'usare l'erogatore e restò immobile senza produrre il minimo rumore. Strappò dei ciuffi di alghe e subito una decina di pesciolini si precipitò a mangiare il plancton. Una medusa rosa con la sua ampia gonna e con i filamenti velenosi gli fluttuò ad appena un metro. Guardò in alto. Vide il cordoncino arancione che lo collegava al palloncino rosso perdersi con una curva traiettoria nell'opaca luminescenza.
Avvertì i muscoli alla base del collo e quelli all'altezza della bocca dello stomaco contrarsi. Era tempo di riprendere la respirazione se non voleva rischiare una sincope!
L’asmare rumoroso prodotto dell'erogatore disturbò di nuovo quella profonda quiete. Michele si sentì un intruso e liberandosi dalla coltre di alghe marine riprese a pinneggiare sul fondo. Pensò a quanto brutto e spaventoso doveva apparire alla popolazione marina. Il profondimetro segnava diciotto metri.
Malgrado fosse in quel magico mondo sottomarino Michele si sentì oppresso da un profondo senso di frustrazione. Anche se trentenne, gli pareva d'essere centenario.
Cosa ci faceva in quel paese dove non era richiesto alcun paladino di giustizia?
Era stato relegato nella Sicilia Orientale, dove non succedeva niente: qualche politico di piccolo calibro corrotto, alcuni contrabbandieri di sigarette, dei drogati che si rifornivano fuori dal territorio di sua competenza, nessuna rapina!
L'uomo più in vista del paese era un certo Domenico Melino chiamato anche Mimmo  u sciancatu per via del suo incedere zoppicante. Era incensurato, commerciante di vino, padrone dell'unico ristorante del paese, amato da tutti, esponente di spicco della politica locale, ex presidente della provincia. Su di lui Cascitta aveva più volte cominciato delle indagini, sempre concluse con un nulla di fatto. Oltre al Melino non v’era nessun altro su cui concentrare inchieste. Com'era possibile che in tutta la Sicilia quello fosse l'unico paese scevro da qualsiasi influenza mafiosa?
Cascitta chiese di essere ricevuto dal suo diretto superiore, il dottor Passanisi, che molto cordialmente lo accolse. Il giovane funzionario gli espose con passione i suoi ardori di paladino.
Passanisi così gli rispose:
- Mio caro Cascitta, io la capisco benissimo e comprendo le sue attese. Ma si deve rendere conto che per adesso gli uomini necessari alla lotta contro la delinquenza organizzata già ce li abbiamo! E fra l'altro questo è un momento difficile perché stiamo per sferrare un poderoso colpo alla mafia. Per far ciò abbiamo bisogno di gente con tanti anni d'esperienza perché non possiamo permetterci alcun sbaglio. In fin dei conti lei è in Sicilia da poco ed anche se ha i parenti siciliani, sempre milanese è!  Dia retta a chi da tanto tempo vive in questa benedetta isola! –
- Certo ma io so che a Palermo Falcone e Borsellino hanno bisogno d’aiuto! –
- Falcone e Borsellino? Ma quelli sono siciliani! Per combattere la mafia bisogna acquisire la mentalità siciliana e divenire più mafioso dei mafiosi. Lo diceva anche il prefetto Mori! Quindi, mi ascolti, lei è in una posizione invidiabile! Lo sa perché?! Perché può osservare tutto ciò che le accade attorno e così fare comodamente esperienza. Stia pur certo che questo periodo servirà a lei ed alla causa della giustizia. Ѐ proprio grazie a questa istruzione, assimilata come osservatore, che lei potrà un giorno andare in quella che viene chiamata prima linea. -
Cascitta volle informare il suo superiore anche dei controlli che stava eseguendo sulla vita e sulle attività di Domenico Melino.
- Ma per carità, sospettare del povero Mimmo! - esclamò quasi divertito il dottor Passanisi - Ma si rende conto! L'antitesi dell'uomo mafioso. Si figuri se il procuratore generale, che è certamente attento a queste cose, si sceglie fra i suoi amici un possibile mafioso. Ah, non lo sa? … è molto intimo del nostro capo! Non perda tempo Cascitta e soprattutto non infastidisca persone al di sopra d'ogni sospetto! Se la cosa si venisse a sapere lei provocherebbe un caso che i giornali potrebbero facilmente strumentalizzare e Melino diverrebbe un perseguitato. Ed inoltre lei si troverebbe nella condizione di essere immediatamente trasferito in una località del nord, altro che Palermo! Io non riuscirei a trattenerla! -
- Ma non riesco a capacitarmi come proprio nel paese, dove lavoro io, non ci sia ombra d'attività mafiosa! Questa calma apparente mi sembra talmente irreale e falsa che certamente dietro ad essa deve nascondersi un disegno. Altrimenti cos'è? Un posto miracolato! - 
- Ah, benedetta gioventù! - Il tono del dottor Passanisi era quello del padre che si rivolge al figlioletto testardo - Ma quale segreto disegno dovrebbe nascondersi dentro il suo paese? Non ha mai avuto tradizioni mafiose! E' sempre stato sufficientemente benestante per non provocare la nascita della mafia e mai sufficientemente ricco per attirarla. Sì, è un’oasi! Anche in Sicilia ci sono le oasi! Non solo nel deserto. In quest’oasi cresca, dottor Cascitta! Cresca, come uomo e come magistrato! -
Michele lasciò l'ufficio del dottor Passanisi profondamente deluso. Si sentiva ridicolo tanto quanto lo era don Chisciotte agli occhi dei suoi coevi. (to be continued)