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domenica 16 marzo 2014

Sotto i ponti della Senna - IV




Dorme seduta sul sedile del passeggero.
Il verde paesaggio della campagna francese comincia a macchiarsi dei colori della primavera.
Io lo percepisco mentre guido e gli concedo fuggevoli sguardi.
Il viaggio è stato tranquillo accompagnato dalla musica di Scarlatti e di Purcell.
Abbiamo parlato poco. Il sonno l'ha colta quasi subito, forse la musica.
- Non conosco niente di lei. - mi dico mentre guardo la strada davanti a me.
... ... ...
Stamattina andai alle sei all'appuntamento, come le avevo promesso. Non ero sicuro d'incontrarla .
La trovai sotto il ponte. Fumava.
- Fa freddo. - mi disse.
- Venga, adesso si riscalderà. -
Salimmo sulla macchina.
- Che bella, da quanto tempo che non salgo su una bagnole! -
Sembrava una bambina che non vedeva una giostra da mesi.
Quando entrammo nel mio appartamento l'accompagnai in soggiorno.
- La mia è una casa Ikea. L'ammobiliai così quando arrivai in Francia pensando che sarei partito presto. Ci sono da dieci anni adesso. -
- Un appartamento grande per un ... single. -
- Quando vengono i miei figli si riempie ben presto! Arrivano sempre con amici, fidanzate e fidanzatini. Di figli ne ho tre! -
Sembrava smarrita.
- Certamente la sua casa sulla Ile de la Jatte doveva essere più bella! - le dissi.
- Scherza? ... lei non sa dove ho vissuto in questi due anni ... la sua sembra una reggia! -
- Questi sono per lei. - le indico dei vestiti appoggiati sulla mia poltrona preferita - Li ho comprati ieri sera. Mi sono lasciato consigliare da una commessa ... spero che le vadano bene. Non può presentarsi da sua sorella con questi vestiti consunti ... per le scarpe ho preso diverse misure ... il padrone del negozio mi conosce e mi ha detto di riportargli quelle che non vanno bene ... adesso vada a lavarsi. In bagno trova anche di che truccarsi ... reperti di storie passate! -
Rimase immobile come una statua di sale, solo gli occhi le s'inumidirono.
- Una sola lacrima e la riporto subito sotto il ponte! - la minacciai.
Mi sedetti al tavolo, di fronte al mio computer. Dopo un po' guardai l'orologio. Le sette e mezza, sentivo il fruscio dell'acqua della doccia scorrere. Uscii di casa e rientrai dopo mezz'ora. Dal bagno proveniva il suono del fohn che dopo un po' si placò.
Lasciai trascorrere ancora un quarto d'ora.
- La colazione è pronta. - annunciai.
La sentii arrivare da dietro le spalle.
- Le ho preso dei croissant ... spero che siano più buoni di quelli offerti dal portiere arabo! - le dissi senza voltarmi.
- Certamente sì! -
Mi voltai per guardarla.
- Caspita, Julie Christie in confronto a lei sembra una befana! -
Rise.
- Stanotte sono andata nel posto segreto ed ho lasciato un biglietto al portiere arabo. - disse mentre le servivo il caffè con dei croissant - Gli ho scritto che è un brav'uomo ... che bella questa rosa! - dice guardando il fiore che ho acquistato insieme ai croissant e che ho messo in mezzo alla tavola.
- E' per lei. E' sua. -
... ... ...
Guardo lo schermo del GPS, Marzamet è a due chilometri.
Le tocco la spalla.
- Ci siamo. Marzamet non è lontana. -
Gli occhi le si aprono e sembra non capire dove sia ... per qualche istante mi guarda come se fossi uno sconosciuto.
- Sì, questa è Marzamet. - m'annuncia dopo un poco.
M'indica la strada da percorrere. Sbagliamo percorso per due volte.
- Ecco questa è la casa. -
Una ragazza esce da un cancello verde.
- Oh, mia nipote! E' cresciuta, una vera signorina! -
Ci guardiamo.
- Bene, è arrivata. -
- Vedrà, mia sorella le piacerà. -
- No, riparto. -
Scuote la testa.
- Perché l'ha fatto? -
Non lo so ....
- Perché ... nella vita certe volte le cose si fanno senza che ci sia una spiegazione ... voi francesi cercate di capire tutto ... vi ha rovinato Cartesio. -
Sorride.
- Non so come ringraziarla. Non so se potrò mai. Dopo tutto questo viaggio, cosa farà adesso? -
- Proseguo, vado verso il mare. Mi manca il Mediterraneo. Lei non lo sa, ma sono siciliano. Ho bisogno di iodio. -
- Non ci vedremo più? -
- Pensi a lei. Dovrà spiegare molte cose a sua sorella e forse a lei stessa. Adesso so dov'è Marzamet e lei sa dove abito io. Un giorno arriverà ... risolviamo i nostri problemi, prima. Cosa ne dice? -
Con la testa assente.
- Una lacrima ... e la riporto sotto il ponte. -
Anch'io sorrido adesso..
- A proposito del ponte ... non ci vada, non è un luogo dove risolvere i propri problemi e poi ... si fanno brutti incontri. -
- Non so ancora come si chiama. Qual'è il suo nome? -
- Julie, e lei? -
- Zivago. -
Mentre m'allontano, l'osservo rimpicciolirsi dentro lo specchietto retrovisore. La rosa che avevo acquistato stamattina giace sul sedile posteriore insieme ai pacchetti di sigarette.
Non la vedrò mai più, lo so.