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venerdì 14 marzo 2014

Sotto i ponti della Senna - II


Non sono sicuro d'incontrarla ma ad ogni buon conto ho con me qualche pacchetto di sigarette.
Da lontano vedo il carrello della spesa parcheggiato sotto il ponte.
La trovo che legge un libro seduta sulla fredda pietra e con le spalle contro il contrafforte che sostiene l'alto muro. Sopra di noi la strada col ruggito attutito delle macchine.
La giornata non ha lo stesso cielo limpido di quando ci siamo conosciuti. Nell'azzurro galleggiano dei grossi cirri che sembrano sfilare come dei carri allegorici.
- Bonjour. - le dico.
- Bonjour. - mi risponde mostrando la finestra laterale della sua bocca - Che bella sorpresa l'italiano suicida! -
- Non ancora. Le ho portato delle sigarette. -
- Grazie. Ho finito giusto ieri quelle che mi ha offerto alcuni giorni fa. -
Gliele porgo. Oggi mi sembra diversa, forse la luce.
- Le piacciono i miei capelli? Me li sono lavati. -
Sì, hanno l'aria più vaporosa. Lei anticipa la mia domanda.
- Sono andata dal mio amichetto, il portiere. -
- E la moglie? -
- Non c'era. Un colpo di fortuna! Certo, ho dovuto fargli fare una trombatina ... ma sa com'è? Con gli arabi si fa presto! Un colpettino e via! Sì, è d'origini arabe. Una brava persona. -
- Niente croissant questa volta? -
- No, niente solo del formaggio. In compenso mi ha detto come fare per comunicare con lui. Lascia ogni mattina un bigliettino in una fessura del muro e mi scrive se posso andarlo a trovare. E' veramente gentile mi ha detto che guarda lui dentro l'immondizia dell'immobile per trovare qualcosa che mi possa essere utile. Una vera perla d'uomo! Mi ha trovato questo libro ... guardi. -
Me lo porge.
Le storie di Fifi Brindacier (Pipi Calzelunghe in italiano; nota del traduttore).
- La guardavo sempre alla televisione quando ero piccola! - mi dice.
- Io non la sopportavo. Ma devo avere qualche anno più di lei. -
Non penso che in Francia abbiano mai trasmesso Topo Gigio  o la Gallina Trick e Track di Stagnaro.
- Forse il suo portiere arabo s'è innamorato di lei. -
- Forse ... si sieda. - e batte la mano per terra. Poi,vedendo la mia incertezza, aggiunge - E' pulito. Un po' di polvere non rovinerà il suo bel vestito italiano. -
Mi siedo accanto a lei.
Guardiamo entrambi la grossa chiatta che passando agita le acque della Senna.
E' piacevole sentire lo sciabordio delle onde che s'infrangono sulla banchina.
- Sembro ancora Julie Christie? -
Annuisco.
- Perché s'è ridotta così ? - chiedo.
Sospira e s'abbraccia le ginocchia.
- Come le ho detto, ad un certo momento della vita si può entrare in una stanza senza pavimento ... mio figlio che muore per un tumore ... l'alcool ... le follie ... mio marito con un'altra donna ... la droga ... l'emarginazione ... il tentato suicidio ... la perdita dell'autostima ... il rifiuto di vivere una vita vuota ... alla fine, una storia non molto originale. Lo sa una cosa? -
- No, non la so. -
- Sarò sporca, sarò imbruttita, sarò puzzolente ma non so perché mi sento libera, non mi manca né l'alcool né la droga, mi prostituisco per un croissant, una doccia ... certo fumo ancora ... perché voleva suicidarsi? -
- Non mi volevo suicidare ... solamente mi sento stanco, in certi momenti ... non so perché. -
La chiatta è lontana e le acque della Senna si sono calmate.