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giovedì 13 marzo 2014

Sotto i ponti della Senna - I


Cammino sul bordo della Senna.
Di fronte a me Neully, sopra il fragore attutito della macchine che percorrono les quais.
Il secondo giorno di cielo sgombro ed azzurro, dominato da un sole incontrastato.
Le acque scure scorrono sotto i miei piedi. Fredde ed ostili.
Sono preso da una strana malia.
- Cosa fa lì ? - mi chiede una voce.
Vi volto.
Una mendicante. S'è creata un rifugio sotto il ponte. Vedo delle vecchie coperte ammonticchiate.
- Niente. Guardo il fiume. -
- Uhmm ... non le credo, lei si vuole buttare dentro. -
- No. -
Mi guarda sospettosa.
- Ha una sigaretta? -
- Non fumo. -
Mi volta le spalle e comincia a piegare la coperte che hanno dovuto proteggerla dal freddo della notte.
Le ripone dentro un carrello della spesa attorno a cui sono appesi dei sacchetti di plastica.
- Io so cosa vuol dire aver voglia di buttarsi dentro la Senna. Anch'io mi sono sentita attirata da quell'acqua fredda ... ma ho resistito. So riconoscere la gente che ha gli stessi pensieri. Lei voleva buttarsi. - mi dice senza voltarsi mentre si dà da fare come se fosse una massaia in procinto di rassettare la casa.
- Guardi che è vero che ho smesso di fumare. Da due anni e mezzo! - 
- Le credo. Non c'è bisogno d'insistere ... lei mi sembra una brava persona ... una di quelle che frequentavo alcuni anni fa. - non capisco se mi sta facendo un complimento.
Faccio qualche passo indietro e lascio il bordo della banchina. M'appoggio contro l'alto muro dietro di me. Lascio che la luce del sole m'investa.
La clocharde finisce il suo lavoro. S'avvicina ed anche lei s'appoggia contro il muro.
- Al sole fa caldo, finalmente! -
Si leva il pesante soprabito di finta pelliccia. Veste abiti da uomo dismessi ed abbondanti. I pantaloni sono stretti alla vita da una corda. Il corpo deve essere minuto. Calza delle vecchie scarpe di sicurezza sporche di calcinaccio. Libera la testa dalla pesante sciarpa che l'avvolge.
I capelli sporchi sono biondi, la pelle chiara ed i lineamenti che tradiscono una trascurata bellezza. Glio occhi grandi luminosi.
- Ero una bella donna, una volta. Come quelle che deve frequentare lei. - guarda davanti a sé - Una volta abitavo lì. - con la testa mi fa segno in direzione de l'Ile de la Jatte - Non lontano da Sarkozy. -
Dalla tasca tira fuori un elastico e lo usa per farsi una coda di cavallo.
- Dovrei tagliarli questi capelli, ma non ho il coraggio ... è l'ultimo vezzo femminile! -
- Posso chiederle com'è arrivata qui? -
- Difficile spiegarlo ... uno apre una porta, entra dentro una stanza e s'accorge che è senza pavimento ... poi, comincia precipitare. Lei non è francese. -
- No, sono italiano. -
- Italiano? ... Lei è il primo italiano triste che conosco. -
- Non sono triste ... -
- Ma che mi dice! -
Tutti e due guardiamo verso il sole con gli occhi socchiusi. 
- Per fortuna che questo inverno non è stato molto duro. - ha voglia di parlare. Ho gli occhi chiusi. Ha una voce un po' roca, da fumatrice.
- Come fa a sopravvivere? -
- Mi prostituisco. Dormivo dentro un androne d'un vecchio immobile, dentro lo sgabuzzino delle scope. Il custode mi portava dei croissant la mattina, prima di lasciarmeli mangiare mi trombava. Quando non c'era la moglie, alcune volte, mi lasciava prendere una doccia. Ci hanno sorpresi una settimana fa e son dovuta scappare. Per fortuna che l'inverno è passato. -
Capisco.
- Mi aspetta qui per favore? Torno subito. - le dico.
- Prego. Vada pure, ma faccia presto che ho un appuntamento di lavoro fra mezz'ora. - sorride, le mancano dei denti sul lato.
Sono di ritorno dopo un quarto d'ora. La trovo ancora nella stessa posizione a bearsi sotto i raggi del sole.
Le porgo quattro pacchetti di sigarette ed un accendino.
- Spero che queste le piacciono. -
- Mi piacciono tutte. Grazie. -
Ripone i regali nelle tasche dell'ampia giacca. Poi da un pacchetto estrae una sigaretta, lentamente come se stesse eseguendo un rito magico. L'accende ... trattiene il fumo e poi lo lascia uscire soffiando.
- Lei doveva rassomigliare a Julie Christie. -
Sorride.
- Dovevo ... adesso non più. Immagino che sia una attrice, chi è? -
- Mi scusi, non volevo ... lei rassomiglia ancora. Sì, è un'attrice ha recitato nel Dottor Zivago con Omar Sharif. - 
- Ah sì, forse ho capito chi è ... bella donna! Grazie ... magari, adesso una sigaretta se la fa anche lei, la vuole? -
- No, per carità, cosa vuole? Uccidermi con questa robaccia? -
Sorrido sornione.
- Ah, finalmente una faccia allegra! -