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sabato 29 marzo 2014

... se questo non è amore ...


Mi ricordo d'un episodio che accadde diversi anni fa quando il mio primogenito aveva appena due anni ... Diobono! Già venticinque anni! ... beh, lasciamo perdere ...
Era una sera di prima estate ed a Milano già faceva caldo e l'afa era soffocante.
Avevamo invitato a cena una coppia di cari amici.
Dopo vari tentativi d'addormentare l'irrequieto infante ... (tutti e tre i miei figli hanno incominciato a capire che si doveva dormire la notte a partire dal terzo anno d'età!) decidemmo che l'avremmo lasciato libero di scorrazzare per casa, lasciando noi, gli adulti, liberi di cenare.
La serata s'annunziava piacevole e mio figlio si dimostrò oltremodo affezionato ai nostri ospiti tanto da portare dei doni nel corso della serata. Poiché ad ogni profferta Alessandro, il mio amico, mostrava il suo gradimento con pantomime caricaturali il nostro pargolo, che si divertiva un mondo, continuò ad offrire pupazzetti, caramelle, pezzi di carta ed altro ancora che recuperava per casa.
Noi tentammo d'arrestare quel gioco soprattutto per non approfittare della pazienza di Alessandro. Lo incoraggiammo ad ignorare nostro figlio ma l'amico continuò a fare il giullare per divertire il piccolo e noi non riuscimmo ad arrestare quella scenette divertenti.
Ci sedemmo a tavola e la cena attirò l'attenzione del nostro commensale che alla fine indirizzò dei ringraziamenti sempre più distratti a mio figlio che, invece, imperterrito proseguì ad offrirgli regali.
Noi cercammo di nuovo di far desistere il nostro primogenito dal giocare al piccolo re Magio dicendogli di smettere di disturbare il nostro amico.
- Ma no, lasciatelo fare ... lo gestisco io, non preoccupatevi. Mi vuole bene, lasciatelo fare. - disse conciliante.
E così fu ... mentre mangiava ogni volta che il piccolino s'avvicinava allungava la mano, prendeva l'oggetto e ringraziava.
- Grazie, grazie ... ! -
... fino a quando ...
- Grazie, bello ... grazie ... ma questa è cacca! -
Mio figlio, forse a corto di regalucci o forse per esprimere il suo incommensurabile amore, dopo aver messo la mano dentro il pannolino, offrì qualcosa che riteneva importante: la sua cacca!
Qualche giorno fa, scambiandomi degli e-mail con una mia amica, anche lei posseduta dalla mia stessa sindrome (ma lei è veramente capace di scrivere delle pagine sublimi!), dissertavo sulla motivazione di coloro che come noi decidono di offrirsi agli altri attraverso la scrittura.
Sostenevo, infatti, che il nostro era un gesto d'affetto nei confronti di coloro che altrettanto benevolmente dedicano un po' del loro tempo a leggerci.
Ecco ... il fatterello che trova protagonisti mio figlio e l'amico Alessandro m'induce ad azzardare un parallelo col rapporto che lega me a voi, ipotetici lettori!
Quindi se dovesse capitare che pubblico sul mio blog degli scritti che possono essere paragonati a della materia scatologica ... per favore, siate clementi! Non rifiutateli! ... lo faccio con amore!