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martedì 18 marzo 2014

Educazione sessuale ad Augusta - 2



Il passaggio dalla media al ginnasio fu cruciale. In quel periodo si compì la mia metamorfosi adolescenziale.
La prima trasformazione del corpo la conobbi due anni prima quando, come tutti, cominciai a divenire più peloso. I primi peli crebbero sul mio pube. Io comincia a tagliarmeli perché non li sopportavo, li trovavo antiestetici ed ero affezionato alla mia immagine con la pelle glabra e liscia.
Io non li volevo, perché crescevano?
Io non volevo smettere d'essere bambino, non volevo divenire ragazzo.
Lo sentivo, c'era qualcosa che dentro di me che mi strappava dal mio mondo. Qualcosa di violento, subdolo ma inarrestabile.
Per fortuna vivevo in mezzo ai miei coetanei e con loro condividevo quel momento di mutamento, altrimenti non mi sarei rassegnato a quel cambiamento che non avevo chiesto.
La seconda trasformazione la ebbi per l'appunto tra la fine della terza media e l'inizio della quarta ginnasio. Il processo fu più profondo e per certi versi intimamente più sconvolgente poiché c'era qualcosa di non spiegato che rendeva sempre più importante quello che avevo tra le gambe. Già da tempo m'avevano spiegato che non serviva più a fare solo pipì ma questo non giustificava l'interesse crescente ed il desiderio di toccarlo insistentemente.
Ben presto m'accorsi che non si trattava d'un fenomeno che riguardava solo me ma anche i miei compagni di classe. Scoprimmo il nostro rispettivo sesso tutti assieme.
- Ma tu te la sei mai minata (ti sei mai masturbato; nota del traduttore)? - era la domanda più ricorrente.
Ci fu chi, per sentirsi a proprio agio e soprattutto per il timore d'essere escluso dal cerchio di coloro che l'avevano fatto, si lanciò nell'impresa. Infatti la domanda che seguiva necessitava una risposta che dimostrava che l'esperienza era stata vissuta.
- Ma tu l'hai fatta in polvere o liquida? -
- Che cosa? -
- Ma scimunito sei? Lo spacchio (lo sperma: ndt) ce l'hai in polvere o liquido? -
Secondo quello che i più esperti spiegavano attraverso prove empiriche, risultava che quando si era molto giovani lo sperma fuoriesca in polvere. All'epoca m'immaginai che dovesse essere come l'Idrolitina. Onestamente però non ricordo d'avere avuto produzioni di tale tipo e spiegai la mia anomalia coll'ipotesi che compii l'atto in ritardo rispetto ai miei compagni di classe.
Ma la domanda che occupò a lungo le nostre menti restò fu:
- Ma da dove viene lo spacchio? -
Un vero mistero.
Il fratello maggiore del mio amico Donato, figlio del maresciallo dei carabinieri, sosteneva che veniva dalla spina dorsale.
- Ed i cugghiuna a che servono? -
- A raccogliere lo spacchio che scende goccia a goccia dalla spina dorsale. -
- E quando finisce? -
- Non fai più figli. -
- Ma quanto ce n'è? -
- E che ne so io? Mica medico sono. -
Certo la notizia lasciò nello sconforto noi tutti perché c'eravamo ormai abituati al piacere che quella pratica poteva procurare e rinunciarci in nome della futura discendenza ci sembrava un grosso sacrificio.
Per fortuna ci venne in aiuto Tanino, detto Maciste, che dall'alto della sua esperienza ci disse:
- Ma che minchia vi ha detto? Di spacchio ne potete tirare fuori quanto ne volete. Sono i cugghiuna che lo fanno. Ne volete fare assai? Bevete tanto bianco d'uovo! -
Una vera liberazione ... anzi fu per noi la vera rivoluzione sessuale!
Per festeggiare decidemmo di comprare una rivista erotica.
Quella più in voga all'epoca era intitolata "Caballero" certamente più casereccia di Playboy (per noi un mito irraggiungibile) ma essendo noi dei novizi dai gusti poco raffinati, ci accontentavamo di prodotti grossolani. Inoltre il giornale aveva il pregio d'essere dissimulabile avendo la stessa forma d'un giornale di fumetti.
Il problema era: dove comprarlo?
Tutti gli edicolanti di Augusta erano più o meno imparentati con ognuno di noi o conoscevano le nostre famiglie. Saremmo stati riconosciuti.
Ma la notizia da poco ricevuta doveva essere celebrata e con che cosa se non con delle fotografie di donne nude?
Vi era un certo Domenico, chiamato Nico, il più piccolino e mingherlino fra di noi. Con le buone e con le cattive lo convincemmo a fare l'acquisto usando i soldi raccolti facendo colletta. Andammo al porto dove sapevamo che c'era un tabaccaio che faceva anche da edicola.
Noi attendemmo fuori e ci demmo un'aria di sfaccendati capitati lì per caso.
Passò solo qualche minuto ma a noi sembrò un'eternità.
Nico uscì tutto sorridente. 
- Allora l'hai comprato "Caballero"? -
- No, c'era mio zio ... ed ho detto che dovevo comprare le sigarette per mio padre! Ho comprato delle Nazionali senza filtro! -
Mi sembra che qualcuno gli diede un calcio.