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lunedì 20 gennaio 2014

Zio Gigi


Leggo un vecchio giornale seduto sulla poltrona del soggiorno
Li accumulo e l'impilo, poi li smaltisco leggendoli nel tempo libero.
Ma la mia velocità di scorrerli non è pari a quella della raccolta. Quindi la pila cresce ed il mio rimorso di non essere abbastanza rapido anche.
Sono alle prese con un articolo che s'incentra sulle crisi politiche e che stanno scuotendo l'Africa ed in particolar il Centrafrica. La situazione è tragica ed i rischi che si possa creare una escalation di violenza dopo le dimissioni del presidente Djotodia sono alti. Il Centrafrica, ve lo ricordate? Bokassa, i diamanti, le partite di caccia del dittatore e Giscard d'Estaing? Bene, proprio quel paese lì!
La Francia non molla ... soprattutto la sua vocazione colonialista.
Hollande dice: siamo là per motivi umanitari!
Questi motivi hanno parecchi nomi fra i quali Uranio.
Malgrado l'interesse che nutro per l'argomento, sento le palpebre pesanti. Devo resistere al sonno.
Abbasso il giornale.
Davanti a me c'è zio Gigi, mio zio materno.
- Questa poi? Che ci fai qui? - chiedo esterrefatto.
- Niente, passavo di qui e mi sono detto: vado a trovarlo. -
- Ma che bella sorpresa! Quanto tempo! -
- Quasi ventitré anni. Da ventitré anni che sono morto. -
L'osservo. Sempre un bell'uomo! Un figo, si direbbe oggi.
Alto un metro e novanta, magro, la pelle olivastra, gli occhi d'un azzurro intenso, i capelli neri come la pece e tirati all'indietro. Un Robert Taylor nostrano, con i lineamenti più delicati.
Attirava le donne come il miele con le api.
Aveva la voce suadente ed al contempo profonda. Mia madre l'adorava. In effetti i due fratelli si volevano molto bene.
Per noi nipoti zio Gigi è una leggenda, soprattutto per me e mio fratello. Non solo per la sua fama di seduttore che comunque restava discreta, ma per la sua maniera d'ironizzare sulla vita. Per irriderla.
- Ti trovo giovane. - dico.
- E' così che vivo nei tuoi ricordi. -
- Capisco. -
- Tua moglie come sta? -
- Sono separato, zio. Da dieci anni.-
- Peccato, era una brava ragazza. -
Sorrido.
- Beh, adesso non è più una ragazza ma è sempre una brava donna! -
- Hai qualcuno? -
- Avevo ... -
- Sei solo. Un uomo solo è triste. Io non sono mai rimasto mai solo. In qualunque parte del mondo fossi. -
Sì, lo confermo.
Zio Gigi era ingegnere civile e prima di mettersi a fare l'imprenditore in Zambia, aveva girato il mondo con imprese che facevano grandi lavori. Che fosse in un posto sperduto nello Yemen o in mezzo al deserto libico trovava c'era sempre una donna a coccolarlo!
- Non ho tempo per corteggiare le donne ... troppo complicato, eppoi incomincio ad essere attempato. -
- Ma chi ti ha detto che devi corteggiare le donne? Devi solo individuare quella che è interessata a te e fare in modo d'attirarla.-
Sorrido.
- Facile per te! Non ce n'è una che non ti apprezzasse! -
- Storie! Devi sviluppare delle tecniche di riconoscimento. Ce ne sono diverse. -
- Ok, fammi un corso ... sembri il mio amico Giovanni. -
- Ah bene, hai un amico esperto ... chiedigli allora cosa vuol dire quando una donna seduta con le gambe accavallate ne ondeggia una? -
- Me lo posso immaginare ... ma glielo chiederò. -
Ho troppo sonno. Strofino gli occhi con le dita, come fanno i bambini.
Quando li riapro di fronte a me zio Gigi non c'è più.
Sì, ho sognato ... devo essermi appisolato.
Spengo l'abat-jour, resto al buio e lascio che il giornale mi scivoli dalle gambe.
Chissà che coppia avrebbero fatto Giovanni e zio Gigi?