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giovedì 30 gennaio 2014

Star Wars in Aleppo - 2



- Smettila di scoreggiare. Fai un sacco di rumore ... sono sicuro che ti hanno sentito dall'altra parte della strada! - bisbigliò indispettito Ahmad.
- Se le faccio rumorose, non puzzano. Ti rispetto! - si giustificò Mohamed.
- Mi rispetti? ... puzzano lo stesso! -
- Almeno nascondo l'odore dei cadaveri. -
- Preferisco loro che le tue scoregge ... i morti non fanno rumore! -
Parlavano per tenersi svegli.
Le ore del primo mattino, lo sapevano, erano quelle in cui partivano gli attacchi.
Ahmad aveva raggiunto i ribelli da un anno, un anno di guerra. Voleva vedere cosa fosse, ebbene la sua curiosità era stata soddisfatta ed adesso?
Guardò le lancette fosforescenti. Erano le cinque e mezza.
Quell'orologio era stato il suo bottino di guerra, il primo. Apparteneva ad un ufficiale governativo.
Il comandante gli chiese d'eseguire la condanna a morte. Il prigioniero era inginocchiato e piegato su se stesso. Le mani legate dietro la schiena e gli occhi bendati. Pregava e ripeteva Allah Akbar (Allah è il più grande: nota del traduttore).
Ahmad s'avvicinò e pose la bocca del kalashnikof dietro la nuca del condannato. Tirò il grilletto e lo sparo rimbombò nella stanza.L'ufficiale s'accasciò su se stesso come un pupazzo.
Il comandante alzò il braccio di Ahmad e gridò Allah Akbar. Tutti gridarono Allah Akbar.
Era la prima volta che sparava ad un essere umano da così poca distanza. Non era così difficile. Non così spaventoso come temeva. Un uomo è vivo, poi è morto ... come togliere l'energia ad una macchina.
Aveva compiuto diciotto anni solo da qualche settimana.
Il cielo cominciava a schiarirsi ... ben presto l'alba.
Dalla palazzina che fungeva da loro quartiere generale s'intese qualche fruscio.
Era certamente qualcuno che si svegliava.
Ahmad osservò Mohamed sdraiato accanto a lui.
- Ieri ho ricevuto una lettera di mia sorella. Mi ha mandato una fotografia, lei è con Angelina Jolie. -
Mohammed lo guardò con meraviglia.
- Tua sorella vive negli Stati Uniti? -
- No, è Angiolina Jolie che è venuta da noi, a Ruwaished, in Giordania. Ha visitato i rifugiati della guerra. -
- Che fortuna! ... -
Ahmad sapeva che il suo giovane compagno d'armi oltre ad essere un appassionato di hamburger era anche un fanatico di film americani. Era un profondo conoscitore della saga "Star Wars" e capace di citare a memoria delle parti intere del copione!
Il comandante cominciò a pregare. Lo sentirono distintamente.
In fondo, qualcun altro doveva aver cominciato anche lui a recitare il Fajr (prima preghiera del mattino; nota dell'autore). Certamente un soldato governativo.
Il comandante era un vero praticante ma non imponeva a nessuno dei suoi soldati di fare come lui.
Un giorno Abdel commentò: certo lui prega e noi lavoriamo ... se lo facessimo anche noi, chi combatterebbe?
Tutti preghiamo chiedendo la misericordia d'Allah, ma poi ci uccidiamo come cani. Di chi dovrebbe aver misericordia Dio? Si chiese Ahmad.
Dietro di loro gli occupanti della palazzina cominciarono ad uscire ed a recarsi in quella di fronte che fungeva da latrina.
- Quando ci vengono a rilevare, mi fai vedere un po' di Star Wars? ... sai, quando c'è la battaglia? -
- Quale? In Star Wars ci sono sempre battaglie? -
Mohamed portava sempre con sé i suoi cd.
- Non lo so ... dove c'è anche la corsa con le macchine volanti ... -
- Ah sì, è il quarto film ... Episode I ... -
Non passò molto tempo che Abdel spuntò dietro di loro.
- Che ci fai tu qui? Non riposi? Hai montato la guardia notturna! - chiese stupito Ahmad.
- Vengo a rilevarvi. Quel figlio d'una cagna, Farid il tunisino, m'ha denunciato al comandante perché non ho svegliato Mohamed. Per punizione mi hanno fatto saltare un turno di riposo. -
Il giovane compaesano non finì quasi di terminare la sua frase che una granata esplose oltre le loro spalle colpendo la palazzina trasformata in latrina. Abdel si buttò per terra accanto a Mohamed.
Un'altra esplosione ed un'altra ancora.
Ahmad cominciò a sparare mirando un punto lontano, in fondo alla strada, appena distinguibile nell'incerta luce dell'alba.
In poco tempo fu l'inferno.