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mercoledì 29 gennaio 2014

Cloudy weather in Aleppo - 1


- Sono Abdel! Sveglia, tocca a te fare l'ultimo turno di guardia. -
Ahmad tentò di dargli un calcio da dentro il suo sacco a pelo.
- Ho sonno ... - si lamentò.
- ... ed io non ho sonno? Sono le quattro. Svegliati che se ci sente il comandante ci manda a raccogliere i cadaveri. -
- Va bene, va bene ... -
Lo sbadiglio di Ahmad  avrebbe fatto invidia ad un ippopotamo. Si stiracchiò puntando i pugni verso il soffitto.
Abdel guardò il suo camerata.
Il giovane aveva il viso sporcato da una peluria che ostinatamente lasciava crescere per dissimulare un'età adulta che ancora non aveva.
- Adesso il sacco lo lasci a me ... -
- Certo così te lo ritrovi già caldo. Odio fare l'ultimo turno di guardia ... ti svegli prima e poi lavori come gli altri. - protestò Ahmad.
- Quante storie! ... prendi con te anche l'RPG (lanciarazzi; nota dell'autore). L'ho lasciato giù vicino alla porta d'entrata. -
Svogliatamente, dopo essere uscito dal suo caldo bozzolo, il giovane lasciò la stanza e scese le scale piene ancora di calcinacci.
Avevano lasciato Ruwaished (centro nella regione desertica della Giordania; nota dell'autore) in otto ed il più grande aveva ventidue anni.  Erano partiti, alcuni di nascosto dalle loro famiglie, ma nessuno aveva un'idea precisa a cosa andavano incontro. Erano cresciuti in mezzo alla guerra pur rimanendone lontani. Tutta la gioventù locale ricordava i numerosi giornalisti che nel duemilatré avevano invaso il loro paese portando delle diavolerie che facevano vedere in tutto il mondo la guerra nella vicina Iraq.
- Puttana infedele! - esclamava il nonno di Ahmed quando vedeva camminare di fronte casa loro la bionda giornalista che vestiva come gli uomini.
Loro, i giovani invece, nutrirono sempre la curiosità di conoscere cosa ci fosse oltre quei campi in cui, fin dai tempi dei romani, si cercava d'utilizzare al meglio l'acqua del uadi (torrente che si forma nelle zone desertiche a seguito delle rare piogge; nota dell'autore).
Dovevano attraversare il deserto se volevano conoscere altre realtà che non fossero quelle di Ruwaished.
Sembrava che solo la guerra poteva strapparli da quella vita e che il mondo s'accorgesse di loro attraverso essa. Gli eventi bellici avevano fatto riscoprire quelle terre antiche e dure che altrimenti avrebbero continuato ad essere ignorate. Pensarono che, se volevano essere protagonisti di episodi epici, dovevano divenire guerrieri e per questo partirono.  I loro animi furono facile preda dei reclutatori.
Erano otto ... ma dopo qualche mese rimasero solo loro due, Abdel e Ahmad.
Il primo a cadere fu Amir. Uno sniper (cecchino; nda) lo centrò in piena pancia. Bashir, un diciannovenne già baffuto, corse per portare soccorso e fu fulminato con un colpo alla testa. Dietro un muro i sei amici restarono a guardare Amir morire nel dolore, dissanguato. Piangevano e si disperavano chiedendo la misericordia di Allah. Capirono che le loro preghiere erano state esaudite solo quando il loro amico smise di lamentarsi. Finalmente di notte, incespicando nel buio, recuperarono i due corpi.
Ahmad uscì dall'edificio ma poi vi rientrò per cercare l'RPG. Lo trovò appoggiato contro il muro.
Raggiunse la sua postazione.
Il buio regnava assoluto.
Trovò Farid. Gli stava puntando il kalashnikov contro.
- Sei scemo? Sono io, Ahmad -
- Scemo tu! Mi hai fatto prendere uno spavento! Fatti riconoscere prima d'arrivare! -
Farid era un tunisino, un veterano. Arrivò in Siria come una rondine subito dopo che la Primavera Araba aveva cambiato il suo paese. Pensava di recarsi in tutti i paesi del medio oriente per essere testimone di un movimento che avrebbe migliorato il mondo. Invece dopo essersi posato in terra siriana non era più riuscito a spiccare il volo. Gli diedero un kalashnikov ed il peso dell'arma lo appesantì così tanto da impedirgli di librarsi nell'aria alla ricerca di altri lidi desiderosi di libertà.
- Scusa, ero soprappensiero. -
- Te lo do io il sovrappensiero! Parlo col comandante e ti mando a cercare i cadaveri. -
La raccolta dei cadaveri era il lavoro più penoso che si potesse fare. Si era sotto il tiro degli sniper ed anche in inverno i cadaveri puzzavano. Ahmad l'aveva fatto un paio di volte ed il ricordo non gli piaceva. Aveva raccolto il corpicino d'una bimba il cui volto era rimasto tranciato da una scheggia di mortaio. L'occhio solitario della morticina lo fissava sbarrato come per interrogarlo del perché di quell'orrore. La pena fu ancora più grande quando la consegnò ai suoi genitori.
- Scusa, scusa ...ancora.-
- Va bene, va bene ... sai se Abdel ha svegliato Mohamed? -
- No ... non lo so. - era quasi convinto che il suo amico non l'avesse fatto, aveva dimostrato troppa voglia di mettersi dentro il sacco a pelo.
- Ma siete tutti scemi voi in Giordania? Il sole del deserto vi cuoce il cervello? -
Farid lasciò la postazione borbottando.
Ahmad si sdraiò e puntò la sua arma contro il buio facendola appena sporgere dal buco del muro che lo proteggeva.
Il giorno prima aveva ricevuto una lettera della sorella con una fotografia di lei ed Angiolina Jolie in visita nel campo profughi di Raweished nel mese di dicembre. Avrebbe voluto guardare l'istantanea ma non poteva, qualsiasi luce avrebbe attirato gli sniper in agguato. Sua sorella con una diva di Holliwood!
Dall'immobile trasformato in gruviera che era il loro rifugio provenne il suono d'un parlottio concitato.
Certamente Farid stava discutendo con Abdel.
Per quanto litigassero sottovoce, il silenzio era così assoluto che le loro voci rimbombavano nella notte. Una nuova voce s'aggiunse alle prime due. Avevano svegliato il comandante.
Nella giornata avrebbero avuto del nervosismo supplementare.
Mohamed non tardò ad arrivare. Anche nell'oscurità Ahmad distinse l'aria assonnata del suo camerata. Era un ragazzone che malgrado la penuria dei viveri conservava un aspetto florido. Amava gli hamburger e quando era a Damasco, sua città natale, ne mangiava almeno due al giorno. Ad Aleppo l'unico locale che li vendeva era nella zona controllata dai governativi.
Abdel prendeva in giro Mohamed perché diceva che combatteva per poter finalmente mangiare degli hamburger oltre la linea nemica.
Il giovane siriano si sdraiò sulla pancia accanto a Ahmad.
Dopo un po' disse:
- Chissà che tempo farà oggi ad Aleppo? -